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CASA DELLA SALUTE A VIGNOLA: RINUNCIA O DISATTENZIONE?

Nei giorni scorsi le televisioni e i giornali locali hanno riportato la notizia del massiccio piano di investimenti in ambito sanitario programmato per i prossimi anni da parte della Regione, in particolare per lo sviluppo delle strutture polifunzionali socio-assistenziali anche della nostra Provincia: nuove Case della salute sorgeranno nel prossimo biennio, per un impiego complessivo di circa 27 milioni di euro tra fondi dell’AUSL di Modena, finanziamenti regionali ed europei.

Oltre al potenziamento delle Case della salute esistenti, tra le quali quella di Guiglia, nella nuova pianificazione aziendale sembra siano previste due nuove Case dalla salute a Castelnuovo Rangone e a Zocca.

Si completa così un quadro che vede sul territorio dell’Unione Terre di Castelli già due Case della salute attive e altre due in fase di attivazione. E Vignola?

Fino a prova contraria, Vignola è comune capo distretto, comune dove sono ubicati i servizi di maggiore interesse per il cittadino, con particolare attenzione alla scuola (con la presenza di numerosi e qualificati istituti superiori) e alla sanità (con la presenza di un ospedale di prossimità e con servizi territoriali di forte impatto socio-sanitario).

Non solo, il sindaco del comune di Vignola fa parte di diritto (in quanto sindaco di un comune capo distretto) dell’Ufficio di presidenza della Conferenza territoriale socio-sanitaria (C.T.S.S.), organismo che è punto di raccordo e confronto tra enti locali, aziende sanitarie e Regione Emilia-Romagna nell’ambito della programmazione socio-sanitaria.

A ottobre 2018, come riferisce il report regionale sui risultati del monitoraggio in merito all’evoluzione delle Case della salute su territorio regionale, le strutture funzionanti erano 105, di cui il 51% (53) a medio/alta complessità e il 49% (52) a bassa complessità, mentre le Case della salute programmate, fino al 2023, sarebbero ulteriori 38. Il numero di Case della salute negli anni è quindi progressivamente incrementato, passando da 42 nel 2011 a 105 nel 2018. La nuova programmazione ne prevede a regime 143.

A giugno 2018 l’ammontare totale dei finanziamenti per la realizzazione delle Case della salute era di circa 141 milioni di euro, di cui 87 milioni (62%) per le 105 Case della salute funzionanti e 54 milioni  (38%) per quelle programmate. In Provincia di Modena, a fronte di € 34.028.211 di risorse complessive per finanziare le Case della salute, 6.828.210 euro sono relativi alle strutture funzionanti ed euro 27.200.000 a quelle programmate.

Il Piano di zona per la salute ed il benessere sociale triennio 2018-2020, di recente approvazione, in parte conferma tale programmazione.

Ma in poche parole, cosa ci dicono questi dati?

  • Che l’evoluzione dei servizi sanitari e socio-sanitari passa anche attraverso la ridefinizione dei luoghi non solo di cura ma di promozione della salute, massimamente orientati alla prevenzione;
  • che il percorso di sviluppo delle Case della salute si colloca nell’ambito di un più ampio processo di riorganizzazione dell’assistenza sanitaria, ospedaliera, territoriale e socio-sanitaria, per migliorare l’appropriatezza e la continuità della risposta ai bisogni di una comunità. 

Ma i dati ci dicono anche un’altra cosa: essendo che la pianificazione delle Case della salute si pone, in ultima istanza, come esito di un percorso nel quale i sindaci, come rappresentanti e garanti dei bisogni della comunità, operano nell’ambito delle sedi istituzionali preposte, Comitato di distretto e Conferenza territoriale socio-sanitaria, per lo sviluppo dei servizi socio-sanitari sul proprio territorio, quale intervento è stato fatto per candidare Vignola come sede di una Casa della salute?

In più di una occasione come Gruppo PD in Consiglio comunale abbiamo richiesto con forza al sindaco che si facesse parte attiva per valorizzare i bisogni socio-sanitari di questa comunità, richiesta che abbiamo avanzato avendo ben chiaro l’obiettivo di garantire risposte appropriate ai bisogni di tutta la popolazione, e che a oggi, per i dati e le informazioni ricevute, ci relegano a rincorrere e non a guidare processi di sviluppo, a guardare gli investimenti realizzati e in fase di realizzazione in altri territori e ad attendere ancora.