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Due proposte per migliorare il porta a porta

Il Gruppo consiliare del Partito Democratico ha presentato una specifica mozione per cercare di migliorare il servizio di raccolta dei rifiuti porta a porta, che partirà a luglio: modello che presenta alcune rigidità, che possono comprometterne il buon esito.

Come è noto, il prossimo mese di luglio anche Vignola, dopo Spilamberto, avvierà gradualmente il nuovo sistema di raccolta domiciliare dei rifiuti. Il gruppo consiliare del Partito Democratico ha già espresso a suo tempo le proprie perplessità per il modo e i tempi con cui è stato gestito questo passaggio fondamentale nelle abitudini di vita dei cittadini vignolesi (leggi qui). Ora, però, è necessario fare quanto possibile per mettere in sicurezza il progetto, ed evitare che le inevitabili resistenze possano comprometterne il buon esito.

Per questo abbiamo presentato una mozione da discutere nel prossimo consiglio comunale, con cui invitiamo la giunta a integrare nel progetto di raccolta “porta a porta” ogni soluzione tecnica e gestionale che possa rendere maggiormente flessibile ed elastico il conferimento dei rifiuti da parte dei cittadini, parallelamente e non alternativamente alla modalità standard di raccolta domiciliare.

Nello specifico, avanziamo due proposte concrete, da valutare insieme al gestore: per prima cosa, chiediamo un potenziamento dell’attuale stazione ecologica di Vignola, con ampliamento degli orari di apertura e raddoppio degli ingressi; poi, sulla scorta delle esperienze maturate in altri comuni, in particolare Parma, dove già da diversi anni è presente un sistema di raccolta integrale “porta a porta”, chiediamo all’amministrazione di valutare l’introduzione di una o più Ecostation, ovvero eco punti fissi di conferimento dei rifiuti a servizio di tutte le utenze, sia domestiche sia non domestiche: si tratta di un ausilio fondamentale per un coerente sviluppo del sistema di raccolta differenziata, che va incontro alle esigenze dei cittadini che si trovino in difficoltà a conferire i rifiuti secondo il normale calendario per le esigenze più svariate (ferie, week-end, pendolari, turnisti, etc).

Due soluzioni concrete, che pensiamo possano rendere più elastico il modello e aiutare i cittadini a vivere questo cambiamento in maniera meno traumatica.

Qui è possibile leggere il testo della mozione:

mozione agevolazione porta a porta_12062018

 

 

“Porta a porta” a Vignola: un progetto molto ambizioso (e molto rischioso)

Il comune di Vignola, in anticipo rispetto all’Unione Terre di Castelli, e contemporaneamente a Spilamberto, passerà a un sistema di raccolta differenziata “porta a porta” integrale già da quest’estate, per giungere nel 2019 all’applicazione della tariffa puntuale. Sono molti i dubbi e gli interrogativi dei cittadini, a cui si tenterà di rispondere questa sera in occasione di un Consiglio comunale aperto. In attesa di conoscere i dettagli, ecco alcune nostre considerazioni su un progetto ambizioso ma non esente da rischi: in primo luogo le modalità con cui ci si è approcciati a questo cambiamento, che potrebbero essere troppo impattanti per la cittadinanza.

Se ne è parlato sottotraccia. Il tema emergeva sporadicamente, in occasione di qualche consiglio comunale o commissione. I primi a discuterne esplicitamente sono stati il sindaco e il suo vice, che è anche assessore con delega all’ambiente. Poi, in concomitanza con la presentazione del bilancio di previsione 2018-2020, tutto ha assunto un contegno di maggiore ufficialità: anche Vignola, in anticipo rispetto agli altri comuni dell’Unione Terre di Castelli, già da quest’anno avvierà il sistema “porta a porta” di raccolta dei rifiuti urbani, integrale per tutto il territorio comunale, con applicazione, a partire dal 2019, della tariffazione puntuale. Seguendo, quindi, l’esempio della vicina Spilamberto, la quale, benché partita a progettare questo sistema già da un paio di anni, inizierà il porta a porta da questa primavera. Certamente, si tratta di una novità ad alto impatto per i cittadini vignolesi, destinata a produrre effetti molto consistenti per le normali abitudini di vita delle persone. Ma di che cosa stiamo parlando, precisamente?

Quale progetto?

C’è da dire, innanzitutto, che il progetto verrà illustrato compiutamente (almeno, così confidiamo) questa sera durante una seduta in modalità “aperta” del Consiglio comunale, che per l’occasione si svolgerà all’Auditorium dell’Istituto di istruzione superiore “A. Paradisi”: appuntamento quindi alle 20.30 in via Resistenza 700, a Vignola. Saranno presenti, oltre ai membri della Giunta e del Consiglio, anche l’ing. Santini Alberto e l’ing. Ferrioli Fabio di Hera. È necessaria però una premessa: come consiglieri comunali impareremo stasera i contenuti del progetto, perché come spesso accade non siamo stati preventivamente informati, né abbiamo avuto modo di discutere nelle sedi opportune (vedi commissione) le novità di questo sistema. Nulla di tragico: anche noi conosceremo stasera quali sono le modifiche che verranno apportate alla raccolta dei rifiuti, e le modalità precise con cui si svolgerà. Tuttavia, allo stato attuale, in questa sede possiamo solo formulare alcune considerazioni ipotetiche, in mancanza di dati più precisi.

La tariffa puntuale

La legislazione regionale in materia di gestione dei rifiuti è molto ambiziosa: seconde quanto stabilito dalla Regione, entro il 2020 l’Emilia-Romagna deve raggiungere il 79% di raccolta differenziata (per maggiori informazioni, è possibile leggere il Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti). Per traguardare questo obiettivo, si è scelto come strumento la tariffazione puntuale, ovvero il pagamento preciso, da parte degli utenti, di una tariffa per lo smaltimento della frazione di rifiuti indifferenziata commisurata alla quantità effettivamente prodotta, e non più presunta sulla base di un coefficiente rapportato al numero degli occupanti un alloggio. Questo perché? Perché si stima, sulla base di diversi studi, che la tariffa puntuale sia l’elemento che possa contribuire, concretamente, a modificare il comportamento di acquisto e consumo dei cittadini (più attenti agli imballaggi da buttare), e quindi a ridurre la quota complessiva di rifiuti. Fatta questa premessa, appare evidente come il sistema di tariffazione puntuale si prefigga di agire prevalentemente sulla quota cosiddetta variabile della tariffa. Di cosa si tratta? Molto semplicemente, una parte della tariffa avrà dei costi che rimarranno invariabili (cd. quota fissa), poiché servono per coprire tutta quella gamma di costi del servizio generali e non modulabili; una parte, invece, sarà variabile, cioè cambierà da utente a utente, e sarà rapportata al numero di conferimenti di indifferenziata che ognuno farà nel corso dell’anno. Tutto questo richiede un percorso di sperimentazione e assestamento di qualche mese, per poi giungere nella seconda parte del 2018, o al massimo inizio del 2019, alla formulazione di un regolamento per l’applicazione della tariffa puntuale (se si desidera approfondire ulteriormente il tema della tariffa puntuale, è possibile consultare il sito della Regione Emilia-Romagna).

Tre obiettivi

Detto questo (che ripetiamo, è un inquadramento generale e molto teorico della situazione, in attesa di conoscere meglio il progetto concreto nel Consiglio comunale di stasera), quali sono le priorità che indichiamo? Ne abbiamo individuate tre:

  1. Come amministrazione di Vignola, dobbiamo agevolare e promuovere la raccolta differenziata dei rifiuti; questo perché, attualmente, la percentuale di rifiuti raccolti e avviati allo smaltimento, e non al recupero, è ancora troppo alta (ben lontano dalla quota fissata dalla Regione), e tutto ciò incide sia sulle premialità cui il comune potrebbe accedere in ordine alla gestione dei rifiuti, sia sulla qualità ambientale del territorio.
  2. Dobbiamo rendere Vignola più decorosa, e spesso ci si rende conto di quanto non lo sia proprio in prossimità delle isole ecologiche di base, dove si accumulano frequentemente mucchi di rifiuti conferiti in maniera scorretta, quando non proprio abbandonati, restituendo un’immagine di degrado assai spiacevole. È sicuramente necessario incidere sulla cultura e sullo stile di vita di tutti noi, ma soprattutto dobbiamo trovare un sistema che sia il migliore possibile, da tutti i punti di vista. E qui si apre una riflessione sulle varie possibilità: forse i cassonetti non sono adeguati e sarebbe meglio cambiarli, forse i punti di raccolta sono insufficienti e vanno potenziati, forse occorre rivedere le aree di Vignola, specialmente quelle in cui si registra un maggiore consumo, o quelle dove si hanno concentrazioni di attività particolari (bar, ristoranti, supermercati ecc.) e pensare a un sistema diverso di conferimento, forse è bene negoziare con il gestore (attualmente Hera) una maggiore frequenza della raccolta e un servizio di spazzamento e pulizia più incisivo, forse manca un’informazione più ampia e precisa dei servizi e degli orari dell’isola ecologica di via Barella. Sono tutti temi su cui la riflessione è aperta, sebbene mai compiutamente sviluppati, dal momento che la scelta del porta a porta è stata presa senza una vera discussione a monte – o quantomeno sulle modalità di applicazione di questo sistema.
  3. È indispensabile agire sul lato formativo, perché ogni sistema, anche quello meglio congegnato, è destinato o a fallire o a incontrare la resistenza dei cittadini se non c’è come sfondo una vera educazione ambientale che faccia comprendere l’importanza e il valore di una corretta differenziazione dei rifiuti. È importante quindi che fin d’ora si mettano in campo, con intelligenza e pazienza, coinvolgendo scuole, associazioni, famiglie, imprese, progetti efficaci di informazione e educazione rivolti non solo ai più giovani, ma a tutta la cittadinanza, con riguardo anche alle fasce più anziane della popolazione, meno abituate alla differenziazione del rifiuto, e spesso più in difficoltà nella corretta gestione della raccolta, così come alle comunità di residenti stranieri, anch’essi poco abituati a un sistema di raccolta differenziato.

Poca gradualità

Se questi sono gli obiettivi che, a nostro avviso, devono costituire le priorità in merito alla gestione dei rifiuti, quali sono gli strumenti a disposizione dell’amministrazione per raggiungerli? Da un lato c’è il passaggio alla raccolta differenziata porta a porta, come sta facendo Vignola (e Spilamberto), e come in prospettiva dovrebbero fare tutti i comuni dell’Unione, che può sicuramente essere una soluzione; dall’altro, una modalità gestionale alternativa (comunque basata su dei punti di raccolta comuni, cioè le isole ecologiche di base, o quantomeno mista), che garantisca il raggiungimento di questi obiettivi. Il porta a porta è efficace, ma soprattutto nella sua versione “integrale” è anche abbastanza traumatico, avendo bisogno di tempi sufficientemente lunghi per poter essere implementato e mandato a regime, nonché decisamente impattante sulle abitudini dei cittadini. La nostra preoccupazione su Vignola è proprio questa, ovvero un cambio di sistema della raccolta molto repentino e veloce, poco preparato, su un territorio piccolo ma assai composito. Ci domandiamo quindi se non fosse stato il caso di procedere con un cambiamento più graduale, pur riconoscendo l’urgenza di intervenire su una situazione non più sostenibile. Pensiamo che la soluzione della Giunta non sia tuttavia la più efficace per come è stata congegnata e per gli impatti che potrebbe avere nel breve e medio periodo per i cittadini di Vignola. Sentiremo comunque stasera come è il progetto e come pensano di attuarlo concretamente.