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Difensore civico: perché la giunta non valuta soluzioni diverse?

Negli ultimi due anni, da Vignola, solo una pratica, peraltro non arrivata a conclusione, è stata proposta al difensore civico che, com’è noto, è quello regionale. Nonostante questo, l’Amministrazione Pelloni ha voluto perseguire sulla strada della convenzione con la Regione. Ipotesi alternative, come quella della convenzione con la Provincia, non sono neppure state prese in considerazione. 

La Giunta Pelloni, e la maggioranza che la sostiene sembrano sempre meno interessate a prendere in considerazione idee e proposte che possano andare incontro alle esigenze di semplicità e accessibilità ai servizi che richiedono, giustamente, i cittadini. Nello scorso Consiglio comunale è stata infatti approvata una convenzione tra il Comune di Vignola e l’Assemblea Legislativa della Regione Emilia-Romagna per l’affidamento del servizio di difesa civica al difensore civico regionale, rinnovando la precedente convenzione con la Regione, a un costo assolutamente simbolico (100 euro all’anno).

Il problema è che, dopo una verifica eseguita presso gli uffici, abbiamo scoperto che negli ultimi due anni solo una persona (una!) aveva interpellato il difensore civico regionale, peraltro senza concludere il procedimento. La cosa è ovvia: per un cittadino, recarsi fisicamente a Bologna è molto complicato, così come interagire con l’ufficio del difensore civico mediante i mezzi telematici.

Sarebbe stato quindi opportuno, come abbiamo proposto in sede di Consiglio, valutare una soluzione diversa, ovvero convenzionarsi con la Provincia, che porterebbe con sé due vantaggi: in primo luogo avvicinerebbe la sede, ma soprattutto aprirebbe la possibilità di riportare sul territorio di Vignola l’ufficio di difensore civico, facoltà consentita solo con la Provincia e non con la Regione.

Certamente il costo sarebbe diverso, ma si potrebbero provare a studiare convenzioni e accordi anche con gli altri Comuni dell’Unione. In questo modo si darebbe realmente un servizio ai cittadini (nell’ultimo anno di vigenza del difensore civico comunale, ricordiamo, sono state trattate circa un centinaio di pratiche), contribuendo a elevare il grado di soddisfazione degli utenti nei confronti dei servizi e dell’attività pubblica.

Ma tutto questo non sembra interessare l’Amministrazione di Vignola, più preoccupata di rimanere rigida sulle proprie posizioni che a prendere in considerazione proposte delle minoranze, il tutto a discapito delle esigenze dei cittadini.