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Bambinopoli: flop o successo?

«Un evento organizzato da Vivaevents per il Comune di Vignola con la collaborazione di Vignola Grandi Idee»: così recita il sito dedicato a «Bambinopoli», una delle manifestazioni più apprezzate di Vignola e di tutta l’Unione Terre di Castelli, con visibilità anche fuori della regione. Sicuramente, un appuntamento ormai tradizionale per le famiglie vignolesi, che da molti anni attendono i primi giorni di settembre per poter vivere un week end con la città a misura «di bambino».

Come è noto, negli ultimi due anni la manifestazione ha avuto una vita un po’ travagliata, tanto che nel 2017 l’edizione non si è svolta, rimandata al 2018 anche e soprattutto per le difficoltà legate al rispetto delle norme sulla sicurezza, particolarmente stringenti a seguito dell’emanazione della circolare «Gabrielli». La Giunta, sollecitata dal Consiglio comunale, aveva comunque fornito rassicurazioni in merito all’evento, che si sarebbe regolarmente tenuto nel settembre del 2018 con una formula completamente rinnovata. Cosa che effettivamente è avvenuta con una semplice mossa: «trasferire» l’organizzazione e gestione dell’evento dall’associazione Vignola Grandi Idee a una società privata, la Vivaevents, company del gruppo Vivatickets. Come è andata dunque questa prima edizione del «nuovo corso»? Proviamo a fare qualche considerazione.

Il programma, innanzitutto: sia sabato 8 sia domenica 9 erano previsti numerosi interventi di esperti (medici e docenti) su varie tematiche attinenti i bambini, la loro crescita e la loro cura: i bambini e la lettura, educazione all’area aperta, la sicurezza sul web, alimentazione ecc. Non da meno la parte relativa alle attività vere e proprie, con numerosi laboratori organizzati in collaborazione con alcuni esercenti del centro. Quest’anno, un appunto che molti genitori hanno sollevato, è stato però l’eccessivo numero di giochi e attività a pagamento, decisamente superiore alle passate edizioni. In ogni caso, si nota certamente un’attenzione particolare, oggi, al lato «culturale» dell’evento, frutto probabilmente del patrocinio della regione e della collaborazione con l’Università di Bologna, il che è un bene.

Ma la novità principale, ovviamente, ha riguardato l’organizzazione generale dell’evento, che per ragioni anche di forza maggiore ha mutato la propria disposizione spaziale: mentre nell’idea originaria di «Bambinopoli» c’era il desiderio di trasformare Vignola in una città a misura di bambino, coinvolgendo anche zone periferiche del paese (ricordiamo le fermate del trenino in via Resistenza, per esempio), quest’anno tutta la manifestazione è stata concentrata nel centro di Vignola, in quadrilatero racchiuso, più o meno, tra via Plessi, via Gramsci, via Battisti e Piazza Boncompagni. Inoltre, tutta la zona coinvolta è stata suddivisa in tre aree tematiche, con il centro storico dedicato a «ieri», corso Italia a «oggi» e viale Mazzini a «domani», con l’ex mercato ortofrutticolo riservato all’alimentazione, sport e crescita.

Passeggiando per le vie e tra gli stand, si notava la perfetta macchina organizzativa dell’evento: gazebo ordinati, percorsi e vie di fuga ottimamente delineati e segnalati, zone nettamente distinte e riconoscibili, frotte di ragazzotti con maglie bianche e arancio che sfrecciavano da una parte a l’altra in sella alle loro biciclette per tenere tutto sotto controllo. Insomma, l’impressione che se ne ricavava era quella di un evento pulito, ordinato, ben gestito. Una manifestazione organizzata secondo i canoni standard del management, non molto differente da un concerto o una mega festa aziendale come ce ne sono tanti.

Ovviamente, non sono mancate le critiche, le osservazioni, le puntualizzazioni: cose scontate, specialmente di fronte alle novità. Crediamo sia dunque utile e interessante porsi qualche interrogativo dopo questa prima edizione, per vedere aspetti positivi e negativi, e provare a capire dove si possa ancora migliorare.

Innanzitutto, i disagi legati alla mobilità: per poter assicurare l’allestimento degli spazi, il centro di Vignola è stato chiuso al traffico non solo sabato e domenica, ma anche venerdì e lunedì mattina, causando parecchi problemi non solo ai cittadini ma pure ai commercianti con un’attività nella zona. Ovviamente, il problema non è facilmente superabile, dal momento che ci sono anche norme di sicurezza da dover rispettare. Tuttavia, ci chiediamo: per le altre manifestazioni che coinvolgono il centro, si sono mai verificati disagi simili? E come è possibile ridurli al minimo?

In secondo luogo, i risultati: come avviamo visto, l’edizione di quest’anno è stata caratterizzata da un’accentuata presenza di «talk» (per usare un termine alla moda), ovvero conferenze su temi particolarmente importanti per bambini e famiglie, come alimentazione, buone pratiche per la salute, educazione ecc. Addirittura si è svolto un dibattito sul tema «Sport e vita ieri, oggi e domani», con alcuni ospiti di eccezione. Tutto questo deve essere valutato positivamente, ovvero come l’intenzione di dare un contenuto più sostanzioso a una manifestazione che non si vuole caratterizzare esclusivamente come momento ludico. Però è necessario chiedersi quali sono gli obiettivi di questi contributi e soprattutto quali sono stati gli esiti: quante persone hanno partecipato? Sono stati momenti in cui stabilire dei contatti con bambini e genitori o solo dibattiti informativi? Avranno delle ricadute e delle prosecuzioni durante i successivi 12 mesi o erano momenti autoconclusivi?

Poi, il coinvolgimento: in questo caso, parliamo di coloro che fino a oggi erano stati i protagonisti «nascosti» della manifestazione, ovvero i commercianti e l’associazione Vignola Grandi Idee, che avevano organizzato Bambinopoli dalla prima edizione. D’altra parte, lo scopo dell’associazione è proprio questo: «La valorizzazione del sistema economico locale con particolare riguardo al commercio tradizionale al dettaglio, all’artigianato di servizio e tradizionale e ai pubblici esercizi, nell’ambito dell’identità storico-culturale, ambientale e sociale di Vignola mediante iniziative di promozione e sviluppo del territorio», tra cui, in primis, «attività di animazione urbana e organizzazione di eventi». Parlando con alcuni esercenti, emerge un po’ il disorientamento (nonché l’amarezza) per la nuova veste assunta dalla manifestazione: molto più orientata al business (con parecchi giochi a pagamento, quando fino al 2016 erano gratis), costi elevatissimi per l’affitto di un gazebo, necessità di pagare l’agenzia anche solo per mettere fuori un tavolino, pochissima comunicazione e soprattutto «partecipazione» all’organizzazione e gestione di un evento che fino a ieri era completamente in mano all’associazione. Per non parlare dello scarso ritorno economico, dovuto anche alla scelta di chiudere le strade dal venerdì al lunedì mattina. Certo i tempi sono cambiati. Certo ci sono adesso normative sulla sicurezza molto più stringenti. Ma allora, che senso ha mantenere questa festa in capo a Vignola Grandi Idee? E poi, non era possibile un coinvolgimento maggiore dei commercianti del centro? Non si poteva pensare a un’organizzazione diversa per consentire l’apertura delle strade o comunque la chiusura per il minor tempo possibile?

Ancora, i numeri. Premettiamo che il successo di una manifestazione non si misura dall’affluenza. O meglio, non solo dall’affluenza. Dipende da che genere di manifestazione hai in mente, da quante risorse si investono, da quale ritorno ti aspetti. Diciamo che per come era stata concepita questa edizione, il fattore «numeri» non può essere trascurato. I dati ufficiali diffusi dal Comune, per voce dell’assessore Venturi, parlano di 25-30.000 presenze. Numerosi commercianti lamentano invece la scarsa presenza di visitatori. Stessa cosa alcuni genitori che avevano frequentato la festa negli anni passati: quest’anno Bambinopoli era vivibilissima, nulla a che vedere con edizioni passate in cui si rimaneva letteralmente «imbottigliati». Sarebbe interessante avere qualche dato di riscontro con le passate edizioni per capire più o meno il livello medio di presenze: possibile che né il Comune né Vignola Grandi Idee dispongano di questi dati?

Infine, i soldi. Argomento prosaico, è vero, poco consono a una festa per bambini. Ma un’amministrazione pubblica ha il dovere di essere attenta a come vengono spesi i soldi, valutando puntigliosamente se e come sono investite le risorse. Tralasciando gli oneri per la sicurezza (su cui è opportuno non badare a spese, anzi), sarebbe interessante conoscere in maniera un po’ più analitica il risultato economico di Bambinopoli, che in base alla delibera di Giunta comunale n. 100 di quest’anno, vedeva un bilancio preventivo di € 115.000 a carico di Vignola Grandi Idee, a cui l’amministrazione comunale concedeva peraltro un ulteriore contributo di € 13.700 (il 10 agosto) per far fronte a nuove spese. Insomma, non sarebbe opportuno se il presidente di Vignola Grandi Idee, o chi per lui, in ossequio a un banale principio di trasparenza, non rendicontasse ai cittadini come sono stati spesi i soldi della collettività e quali obiettivi sono stati raggiunti?

Insomma, una manifestazione rinnovata, ben organizzata e gestita, ma con un’aria un po’ «standard», con qualche disagio di troppo per la mobilità delle persone, con una partecipazione al di sotto delle aspettative, poco coinvolgimento dei commercianti, molto orientata al business (troppi giochi a pagamento) e con uno stile e una struttura ancora in divenire, non ben solida e radicata. Soprattutto, si nota la mutazione di una manifestazione che nasceva come evento pensato e gestito dai commercianti a favore della collettività (e anche in vista di qualche ritorno economico, ci mancherebbe), una festa creata da chi vive e lavora nel centro di Vignola tutti i giorni, conosce le persone e loro abitudini e desidera fare qualcosa per la comunità nella quale opera. Cosa è rimasto, oggi, di tutto ciò?