Addio Valter, amico, amministratore e formatore

È scomparso domenica Valter Cavedoni, ex amministratore e formatore, padre del Centro nuoto e fondatore dell’Università Ginzburg. A funerali avvenuti, il nostro saluto a un amico che ha rappresentato tanto per il partito e la sinistra a Vignola.

Non era un uomo che cedeva facilmente, Valter. Quando si appassionava a un’idea, a un progetto – e accadeva spesso – vi si dedicava con energia e partecipazione, mantenendo sempre un atteggiamento positivo anche di fronte alle difficoltà. Erano questi la sua indole e il suo spirito, che lo hanno caratterizzato e accompagnata per tutta vita, interamente spesa a favore della cosa pubblica.

Nato 80 anni fa a San Cesario sul Panaro, inizia la sua carriera giovanissimo nelle fila del PCI. Consigliere comunale a Vignola, poi vicesindaco durante l’amministrazione Neri, è stato a lungo assessore con delega a Personale, Istruzione e Cultura. Durante il suo mandato ha sempre avuto una particolare attenzione per quest’ultimo ambito della vita cittadina, mostrando interesse e sostegno per la biblioteca comunale e per le politiche culturali del territorio. È stato tra i principali ispiratori del Centro nuoto intercomunale, che ha visto la luce negli anni Settanta su un progetto degli architetti Leonardi e Stagi, a cui peraltro era legato da un rapporto di stima e amicizia.

Terminata l’esperienza amministrativa, è stato per molto tempo direttore dell’Ecap-Cgil, e una volta in pensione ha messo a frutto la sua passione per la formazione professionale, fondando l’Università della Libera Età «Natalia Ginzburg» di Vignola, di cui è stato anche presidente.

Sempre attento alla vita civile e sociale della città, ha seguito sia da protagonista sia da semplice militante le trasformazioni del sistema politico italiano, attraversando le ultime stagioni con uno sguardo lucido e competente, attento e curioso verso le novità, contribuendo con intelligenza e discrezione al dibattito pubblico.

Anche negli ultimi tempi, prima che la malattia si aggravasse, era possibile incontrarlo per il centro di Vignola o nella sede del circolo PD o alla Ginzburg con il giornale sottobraccio, e scambiarci due chiacchiere sugli ultimi avvenimenti: non si tirava mai indietro nella discussione, e ti esponeva il suo punto di vista con mitezza e decisione.

Valter Cavedoni ha rappresentato un pezzo importante della storia del nostro partito e della città di Vignola, un patrimonio di memoria, competenza e passione che mancherà a tutti noi. Il circolo del Partito Democratico si stringe intorno alla famiglia in questo momento di lutto.

 

“Porta a porta” a Vignola: un progetto molto ambizioso (e molto rischioso)

Il comune di Vignola, in anticipo rispetto all’Unione Terre di Castelli, e contemporaneamente a Spilamberto, passerà a un sistema di raccolta differenziata “porta a porta” integrale già da quest’estate, per giungere nel 2019 all’applicazione della tariffa puntuale. Sono molti i dubbi e gli interrogativi dei cittadini, a cui si tenterà di rispondere questa sera in occasione di un Consiglio comunale aperto. In attesa di conoscere i dettagli, ecco alcune nostre considerazioni su un progetto ambizioso ma non esente da rischi: in primo luogo le modalità con cui ci si è approcciati a questo cambiamento, che potrebbero essere troppo impattanti per la cittadinanza.

Se ne è parlato sottotraccia. Il tema emergeva sporadicamente, in occasione di qualche consiglio comunale o commissione. I primi a discuterne esplicitamente sono stati il sindaco e il suo vice, che è anche assessore con delega all’ambiente. Poi, in concomitanza con la presentazione del bilancio di previsione 2018-2020, tutto ha assunto un contegno di maggiore ufficialità: anche Vignola, in anticipo rispetto agli altri comuni dell’Unione Terre di Castelli, già da quest’anno avvierà il sistema “porta a porta” di raccolta dei rifiuti urbani, integrale per tutto il territorio comunale, con applicazione, a partire dal 2019, della tariffazione puntuale. Seguendo, quindi, l’esempio della vicina Spilamberto, la quale, benché partita a progettare questo sistema già da un paio di anni, inizierà il porta a porta da questa primavera. Certamente, si tratta di una novità ad alto impatto per i cittadini vignolesi, destinata a produrre effetti molto consistenti per le normali abitudini di vita delle persone. Ma di che cosa stiamo parlando, precisamente?

Quale progetto?

C’è da dire, innanzitutto, che il progetto verrà illustrato compiutamente (almeno, così confidiamo) questa sera durante una seduta in modalità “aperta” del Consiglio comunale, che per l’occasione si svolgerà all’Auditorium dell’Istituto di istruzione superiore “A. Paradisi”: appuntamento quindi alle 20.30 in via Resistenza 700, a Vignola. Saranno presenti, oltre ai membri della Giunta e del Consiglio, anche l’ing. Santini Alberto e l’ing. Ferrioli Fabio di Hera. È necessaria però una premessa: come consiglieri comunali impareremo stasera i contenuti del progetto, perché come spesso accade non siamo stati preventivamente informati, né abbiamo avuto modo di discutere nelle sedi opportune (vedi commissione) le novità di questo sistema. Nulla di tragico: anche noi conosceremo stasera quali sono le modifiche che verranno apportate alla raccolta dei rifiuti, e le modalità precise con cui si svolgerà. Tuttavia, allo stato attuale, in questa sede possiamo solo formulare alcune considerazioni ipotetiche, in mancanza di dati più precisi.

La tariffa puntuale

La legislazione regionale in materia di gestione dei rifiuti è molto ambiziosa: seconde quanto stabilito dalla Regione, entro il 2020 l’Emilia-Romagna deve raggiungere il 79% di raccolta differenziata (per maggiori informazioni, è possibile leggere il Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti). Per traguardare questo obiettivo, si è scelto come strumento la tariffazione puntuale, ovvero il pagamento preciso, da parte degli utenti, di una tariffa per lo smaltimento della frazione di rifiuti indifferenziata commisurata alla quantità effettivamente prodotta, e non più presunta sulla base di un coefficiente rapportato al numero degli occupanti un alloggio. Questo perché? Perché si stima, sulla base di diversi studi, che la tariffa puntuale sia l’elemento che possa contribuire, concretamente, a modificare il comportamento di acquisto e consumo dei cittadini (più attenti agli imballaggi da buttare), e quindi a ridurre la quota complessiva di rifiuti. Fatta questa premessa, appare evidente come il sistema di tariffazione puntuale si prefigga di agire prevalentemente sulla quota cosiddetta variabile della tariffa. Di cosa si tratta? Molto semplicemente, una parte della tariffa avrà dei costi che rimarranno invariabili (cd. quota fissa), poiché servono per coprire tutta quella gamma di costi del servizio generali e non modulabili; una parte, invece, sarà variabile, cioè cambierà da utente a utente, e sarà rapportata al numero di conferimenti di indifferenziata che ognuno farà nel corso dell’anno. Tutto questo richiede un percorso di sperimentazione e assestamento di qualche mese, per poi giungere nella seconda parte del 2018, o al massimo inizio del 2019, alla formulazione di un regolamento per l’applicazione della tariffa puntuale (se si desidera approfondire ulteriormente il tema della tariffa puntuale, è possibile consultare il sito della Regione Emilia-Romagna).

Tre obiettivi

Detto questo (che ripetiamo, è un inquadramento generale e molto teorico della situazione, in attesa di conoscere meglio il progetto concreto nel Consiglio comunale di stasera), quali sono le priorità che indichiamo? Ne abbiamo individuate tre:

  1. Come amministrazione di Vignola, dobbiamo agevolare e promuovere la raccolta differenziata dei rifiuti; questo perché, attualmente, la percentuale di rifiuti raccolti e avviati allo smaltimento, e non al recupero, è ancora troppo alta (ben lontano dalla quota fissata dalla Regione), e tutto ciò incide sia sulle premialità cui il comune potrebbe accedere in ordine alla gestione dei rifiuti, sia sulla qualità ambientale del territorio.
  2. Dobbiamo rendere Vignola più decorosa, e spesso ci si rende conto di quanto non lo sia proprio in prossimità delle isole ecologiche di base, dove si accumulano frequentemente mucchi di rifiuti conferiti in maniera scorretta, quando non proprio abbandonati, restituendo un’immagine di degrado assai spiacevole. È sicuramente necessario incidere sulla cultura e sullo stile di vita di tutti noi, ma soprattutto dobbiamo trovare un sistema che sia il migliore possibile, da tutti i punti di vista. E qui si apre una riflessione sulle varie possibilità: forse i cassonetti non sono adeguati e sarebbe meglio cambiarli, forse i punti di raccolta sono insufficienti e vanno potenziati, forse occorre rivedere le aree di Vignola, specialmente quelle in cui si registra un maggiore consumo, o quelle dove si hanno concentrazioni di attività particolari (bar, ristoranti, supermercati ecc.) e pensare a un sistema diverso di conferimento, forse è bene negoziare con il gestore (attualmente Hera) una maggiore frequenza della raccolta e un servizio di spazzamento e pulizia più incisivo, forse manca un’informazione più ampia e precisa dei servizi e degli orari dell’isola ecologica di via Barella. Sono tutti temi su cui la riflessione è aperta, sebbene mai compiutamente sviluppati, dal momento che la scelta del porta a porta è stata presa senza una vera discussione a monte – o quantomeno sulle modalità di applicazione di questo sistema.
  3. È indispensabile agire sul lato formativo, perché ogni sistema, anche quello meglio congegnato, è destinato o a fallire o a incontrare la resistenza dei cittadini se non c’è come sfondo una vera educazione ambientale che faccia comprendere l’importanza e il valore di una corretta differenziazione dei rifiuti. È importante quindi che fin d’ora si mettano in campo, con intelligenza e pazienza, coinvolgendo scuole, associazioni, famiglie, imprese, progetti efficaci di informazione e educazione rivolti non solo ai più giovani, ma a tutta la cittadinanza, con riguardo anche alle fasce più anziane della popolazione, meno abituate alla differenziazione del rifiuto, e spesso più in difficoltà nella corretta gestione della raccolta, così come alle comunità di residenti stranieri, anch’essi poco abituati a un sistema di raccolta differenziato.

Poca gradualità

Se questi sono gli obiettivi che, a nostro avviso, devono costituire le priorità in merito alla gestione dei rifiuti, quali sono gli strumenti a disposizione dell’amministrazione per raggiungerli? Da un lato c’è il passaggio alla raccolta differenziata porta a porta, come sta facendo Vignola (e Spilamberto), e come in prospettiva dovrebbero fare tutti i comuni dell’Unione, che può sicuramente essere una soluzione; dall’altro, una modalità gestionale alternativa (comunque basata su dei punti di raccolta comuni, cioè le isole ecologiche di base, o quantomeno mista), che garantisca il raggiungimento di questi obiettivi. Il porta a porta è efficace, ma soprattutto nella sua versione “integrale” è anche abbastanza traumatico, avendo bisogno di tempi sufficientemente lunghi per poter essere implementato e mandato a regime, nonché decisamente impattante sulle abitudini dei cittadini. La nostra preoccupazione su Vignola è proprio questa, ovvero un cambio di sistema della raccolta molto repentino e veloce, poco preparato, su un territorio piccolo ma assai composito. Ci domandiamo quindi se non fosse stato il caso di procedere con un cambiamento più graduale, pur riconoscendo l’urgenza di intervenire su una situazione non più sostenibile. Pensiamo che la soluzione della Giunta non sia tuttavia la più efficace per come è stata congegnata e per gli impatti che potrebbe avere nel breve e medio periodo per i cittadini di Vignola. Sentiremo comunque stasera come è il progetto e come pensano di attuarlo concretamente.

 

Tutti i comuni dell’Unione nel Corpo unico: un traguardo storico

La scorsa settimana, i consigli comunali dei comuni aderenti all’Unione Terre di Castelli, e il Consiglio dell’Unione stesso, hanno approvato la nuova convenzione per la gestione in forma associata del servizio di polizia municipale e la costituzione del relativo Corpo unico. Si tratta di un traguardo storico, che pareva impossibile solo qualche mese fa, e a cui va dato merito agli amministratori, in primis la presidente Muratori, l’assessore Franceschini e tutta la giunta. 

La convenzione che è stata votata la settimana prima di Pasqua rappresenta per molti versi un traguardo storico. Non vogliamo apparire retorici, ma se diciamo “storica” è perché, effettivamente, rappresenta un passaggio importante nella storia della nostra Unione: mai, considerando anche il cambio di configurazione dell’ente intervenuto a seguito dello scioglimento della comunità montana, tutti gli otto comuni avevano trasferito contemporaneamente il servizio di polizia municipale all’Unione.

Quindi è una sorta di nuovo inizio, che in prospettiva potrà dare molti frutti: rientro di Savignano, maggiori finanziamenti dalla regione, un percorso che una volta concluso condurrà a una dotazione organica del Corpo unico di 67 agenti, maggiore presidio del territorio, salvaguardia delle specializzazioni, una più equa ripartizione dei costi e dei ricavi. Un accordo di alto profilo, dunque, che tenta di individuare un punto di equilibrio a maggior vantaggio per tutti gli enti coinvolti.

Era difficile immaginare, solo qualche mese fa, che saremmo giunti a questo punto. E anche in questo caso, non vogliamo apparire retorici. La positiva conclusione della vicenda non dovrebbe però far dimenticare quelli che sono stati i passaggi, istituzionali e politici, che l’hanno caratterizzata. Passaggi critici, che poteva risolversi o con la manomissione di tutto il sistema, e arrecare un danno non solo all’Unione ma anche e soprattutto a Vignola, o con il miglioramento e potenziamento del servizio, come in effetti è stato. E sia detto senza particolare intento polemico, ma per amore di verità: se fosse dipeso esclusivamente da chi aveva messo in discussione l’attuale assetto, ovvero il sindaco di Vignola e la sua maggioranza, adesso staremmo valutando tutt’altro scenario.

Tuttavia, è altrettanto vero che potevamo perdere tutti, e invece, alla fine, tutti abbiamo vinto. Non è quindi il caso di distribuire medaglie, ma di ringraziare chi si è speso in prima fila per raggiungere questo risultato: la presidente dell’Unione Emilia Muratori, l’assessore alla sicurezza Fabio Franceschini, insieme a tutta la giunta dell’Unione, i tecnici, a cominciare dai dirigenti, gli agenti del Corpo unico, i consiglieri di maggioranza e minoranza nei Consigli comunali coinvolti, in particolare Vignola e Savignano.

Sono però necessarie due sottolineature: la prima è che questo voto segna un cambiamento, ma proprio perché è un voto sostanzialmente unanime, e proprio perché ci si è arrivati con lo sforzo di tutti, nessuno può rivendicare in esclusiva la rappresentanza del cambiamento. E questo è un argomento che, sebbene legato al tema specifico, vale in senso generale. Certamente esistono sensibilità diverse su temi specifici, ma non è solo la volontà di mutare in se stessa che qualifica una modifica di un servizio come cambiamento. E il contenuto, l’incisività del contenuto che caratterizza ogni cambiamento come un’autentica riforma.  Altrimenti ci troveremmo di fronte o a una mera rivendicazione, o al desiderio di marcare una distanza con l’altra parte politica, o peggio a una sorta di gattopardismo.

La seconda è che adesso inizia la fase di implementazione di questo progetto, in cui occorrerà controllare e, se il caso, sollecitare una puntuale applicazione degli accordi presi e delle linee di azione stabilite nel progetto. Progetto sicuramente importante ma, al tempo stesso, insufficiente a rispondere alle maggiori esigenze di sicurezza che provengono dai cittadini. Il tema sicurezza non può essere ridotto semplicemente a una questione poliziesca. Pensiamo sia necessario, probabilmente a partire dai singoli comuni, prima che dall’Unione stessa, iniziare, in maniera molto laica, a domandarsi seriamente cosa sia, cosa significhi, cosa rappresenti questa richiesta di sicurezza che proviene dal basso, dalla realtà dei nostri territori, e quali sono i mezzi più efficaci per rispondere non tanto ai problemi che emergono in superficie, e che più o meno abbiamo tutti sotto gli occhi, ma soprattutto alle cause che stanno sotto, e su cui, per quanto è in nostro potere, possiamo ancora intervenire.

Perché non possiamo pensare di affrontare una questione di tale portata semplicemente con qualche agente in più (per quanto fondamentale). Altrimenti, in futuro, ci troveremo ad affrontare, da capo, la medesima discussione che ci ha visti impegnati in tutti questi mesi.

Qui sotto è possibile leggere i testi della convenzione e del progetto di riorganizzazione:

Convenzione PM

Progetto Organizzazione comando P.M. 2018

Pd-Vignola Cambia: raggiunto l’accordo sull’Unione

Il Partito Democratico e la lista di cittadini “Vignola Cambia” hanno raggiunto un accordo per avviare un dialogo reciproco in sede politica e istituzionale a livello di Unione Terre di Castelli, che è stato firmato il 14 marzo tra tutte le parti e presentato lunedì 19 marzo durante una conferenza stampa.

L’accordo prevede che il Partito Democratico di Vignola riservi un seggio spettante alle minoranze in seno al Consiglio dell’Unione Terre di Castelli alla lista “Vignola Cambia”: a tal fine, la consigliera Antonia Zagnoni ha messo a disposizione il proprio ruolo, dimettendosi nella giornata di giovedì 15 marzo.

Il rappresentante della lista “Vignola Cambia” (che verrà eletto nel prossimo consiglio) si impegna a sua volta a sostenere “l’azione politica espressa dalle linee programmatiche di mandato già approvate”, anche in relazione a nuovi obiettivi che dovessero palesarsi nel corso del tempo.

Il rappresentante della lista “Vignola Cambia” si impegna inoltre a costituire un nuovo gruppo consiliare aperto a tutte le esperienze autenticamente civiche del territorio, “fermo restando il rapporto di leale collaborazione con il gruppo Centrosinistra per le Terre di Castelli”.

L’accordo nasce dopo mesi di incontri e negoziati, ed è frutto del lavoro paziente e della collaborazione già in atto all’interno del consiglio comunale di Vignola tra i due gruppi del Pd e di Vignola Cambia. Esso prende corpo dalla necessità di rafforzare l’Unione Terre di Castelli con forze civiche che hanno già avuto esperienza di governo e che credono fortemente nell’integrazione dei servizi tra i vari comuni.

Ovviamente, questo è un punto di partenza, non di arrivo: confidiamo che questa collaborazione possa allargarsi anche ad altri soggetti e porre le basi per un futuro lavoro, basato su delle convergenze tematiche, a favore di tutti i cittadini di Vignola e dell’Unione.

Qui sotto è possibile leggere il testo integrale e originale dell’accordo:

IL TESTO DELL’ACCORDO

Elezioni 2018: i risultati a Vignola

Le elezioni politiche di domenica 4 marzo 2018 a Vignola hanno visto una buona partecipazione al voto da parte degli elettori: alla Camera si sono infatti recati ai seggi 13.861 votanti su 17.520 elettori, pari al 79,12%, mentre al Senato hanno votato 12. 877 elettori su 16.248 aventi diritto, pari al 79,25%: si tratta di un dato in linea con quello regionale, sebbene in calo rispetto al 2013.

Venendo ai risultati degli scrutini, alla Camera il Partito Democratico raccoglie 3.723 voti, pari al 28,43% dei consensi (nel 2013 erano stati 5.561 voti, il 39,36%), il Movimento 5 stelle 3.555, pari al 27,14% (nel 2013 furono 3.283, il 23,24%), la Lega 2.890, pari al 22,07% (nel 2013 furono 433, ovvero il 3,06%).

Al Senato, il Partito Democratico consegue 3.429 voti, pari al 28,15 % (nel 2013 furono 5.490, il 41,75%), il Movimento 5 stelle 3.233, il 26,54% (nel 2013 furono 2.821, il 21,45%), mentre la Lega raccoglie 2.731 suffragi, pari al 22,42% (nel 2013 furono 419, ovvero il 3,19%).

Uscendo per un attimo da Vignola, e analizzando i collegi uninominali (novità di questa tornata elettorale), al Senato Edoardo Patriarca, candidato della coalizione di centrosinistra, ottiene 85.533 schede (il 31,80%) e ce la fa per soli 46 voti sul rivale Stefano Corti della coalizione di centrodestra (che si ferma a 85.487).

Alla Camera, invece, il candidato di centrosinistra, Claudio De Vincenti, perde purtroppo contro la concorrente del centrodestra, Benedetta Fiorini (47.786 voti contro 57.240).

Per tutti i risultati di Vignola, è possibile visitare il sito del comune o il portale Eligendo del Ministero dell’interno.

 

Elezioni politiche 2018: come si vota

Domenica 4 marzo si vota per il rinnovo dei due rami del Parlamento. I seggi sono aperti dalle 7 alle 23. Lo spoglio delle schede inizierà immediatamente dopo la chiusura delle urne.

Per votare occorre aver compiuto 18 anni per la Camera dei deputati e 25 anni per il Senato della Repubblica. E’ necessario presentarsi al seggio muniti di documento d’identità e tessera elettorale. Per chi avesse completato gli spazi a disposizione sulla tessera, è necessario recarsi presso gli uffici comunali (aperti anche nella giornata di domenica) per farsene rilasciare una nuova.

La scheda

La struttura della scheda è circa uguale per Camera e Senato.
E’ divisa in riquadri con all’interno i partiti singoli o riuniti in coalizione.
Sopra ogni riquadro c’è il nome del candidato alla Camera o al Senato per il vostro collegio (territorio).

Il nome del candidato quindi è diverso in ogni territorio, anche all’interno della stessa Provincia.
Di fianco al simbolo di ogni partito ci sono i nomi degli altri candidati che saranno eletti da quel partito (da zero a quattro) in base ai voti proporzionali che riceverà a livello nazionale.
Questi nomi sono uguali in tutta la Provincia.

Come si vota

SI VOTA FACENDO UNA   X   SOPRA IL SIMBOLO DEL VOSTRO PARTITO. NON SERVE FARE ALTRO.

In questo modo il voto va sia al partito, che al candidato del vostro collegio.

ATTENZIONEE’ VIETATO FARE DUE CROCI, UNA SUL VOSTRO PARTITO E UNA SUL CANDIDATO DI UN ALTRO RIQUADRO.
IN QUESTO CASO IL VOTO E’ NULLO!
(Insomma, non è previsto il cosiddetto “voto disgiunto”).

Novità: il tagliando antifrode

Da quest’anno, per la prima volta, grazie ad una norma voluta dal PD le schede saranno dotate del “tagliando antifrode”.
Si tratta di una piccola targhetta staccabile che da quest’anno si trova su ogni scheda.
Contiene un codice alfanumerico, unico e irripetibile per ogni scheda. In pratica, è la “targa” che identifica la vostra scheda, su cui voterete.

A cosa serve? In pratica serve ad evitare che le persone ricevano -con dei trucchi- schede prevotate fuori dal seggio, in modo da controllarne il voto (una tecnica purtroppo già usata in passato dalla criminalità organizzata).

Perciò entrando al seggio, al momento della registrazione dei vostri documenti, riceverete come al solito le due schede per votare (Camera e Senato), ma in più lo scrutatore ANNOTERA’ IL CODICE DELLE SCHEDE CHE VI CONSEGNA.

Al momento in cui restituirete la scheda dopo averle votate in cabina, CONTROLLERA’ SE LE SCHEDE CHE RESTITUITE CORRISPONDONO A QUELLA CHE AVETE RICEVUTO. Quindi rimuoverà la targhetta col codice, in modo che la vostra scheda torni ad essere del tutto anonima, e inserirà lui stesso la scheda nell’urna, conservando a parte le targhette che saranno riconsegnate agli uffici elettorali insieme ai verbali del seggio.

PERCIO’ ATTENZIONE: NON POTRETE PIU’ ESSERE VOI A INSERIRE LA SCHEDA DIRETTAMENTE DENTRO L’URNA, E PER NESSUN MOTIVO DOVETE STACCARE IL TAGLIANDO ANTIFRODE DALLA VOSTRA SCHEDA. LO DEVE FARE SOLO E SOLTANTO IL PRESIDENTE DI SEGGIO/SCRUTATORE DELEGATO. UNA SCHEDA SENZA TAGLIANDO NON PUO’ MAI ENTRARE NELL’URNA.

Il 4 marzo scegli la crescita: la lettera di Claudio De Vincenti

Cara elettrice, caro elettore,

sono Claudio De Vincenti, candidato del PD e del centro sinistra nel collegio uninominale di Sassuolo per la Camera dei Deputati che comprende 29 comuni della provincia di Modena, fra i quali Vignola.

Ho 69 anni, sono nato a Roma, sposato, con due figli. Sono un economista, professore universitario. L’insegnamento ai giovani e la politica sono sempre state le passioni della mia vita. Dal 2011 ho avuto l’onore di essere chiamato a mettere a disposizione del Governo del Paese le mie competenze. Sono stato poi confermato in questa responsabilità, in ruoli diversi, fino ad oggi, come Ministro del Governo in carica.

In questi anni di esperienza governativa, ho dedicato tutte le mie energie al tema del lavoro, adoperandomi alla ricerca di soluzioni concrete perché il Paese passasse dalla crisi alla ripresa e alla crescita: gestendo oltre 200 dossier di aziende in difficoltà con l’obiettivo di salvaguardare l’occupazione e le prospettive di una loro ripresa produttiva; contribuendo all’elaborazione della strategia energetica nazionale; curando, dalla posizione di Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio e oggi da Ministro per la Coesione territoriale, le opportunità dei Fondi di coesione nazionali ed europei; presiedendo anche il Comitato per la Banda ultra larga, settore strategico per il sistema produttivo e per la qualità della vita di tutti i cittadini.

In questi giorni, incontrando le persone, ed una ad una tante comunità di questo straordinario territorio che mi candido a rappresentare, ho toccato con mano che il lavoro di questi anni sta davvero dando frutti: mentre scrivo, ho ancora negli occhi l’incontro con un imprenditore di questo territorio che, cogliendo le opportunità rappresentate dalle misure di politica industriale alle quali abbiamo lavorato in questi anni, è passato da 30 ad 80 dipendenti in un anno e ha in cantiere investimenti che genereranno molti altri posti di lavoro.

Adesso, per la prima volta, mi presento al giudizio degli elettori come candidato al Parlamento e ti chiedo di darmi fiducia per poter mettere a disposizione di questo territorio, operoso e carico di potenzialità, le mie competenze di economista e questa mia esperienza di governo. Serviranno per trovare con voi, con i sindaci, con i lavoratori, con le imprese, con i giovani, con i cittadini tutti, le soluzioni ai problemi, da individuare e concretizzare. Insieme.

Penso alla possibilità di lavorare, insieme, allo sviluppo di nuovi progetti imprenditoriali legati al digitale, alla necessità di ammodernare le infrastrutture, di sostenere i Comuni nel garantire la qualità dei servizi sociali, educativi e sanitari.

Penso a tutto il tema della sicurezza dei cittadini, sul quale si deve fare di più. Insomma, soluzioni. Questa per me è la buona politica.

Se mi darete fiducia, farò fino in fondo quello che ho sempre fatto: mantenere gli impegni. E sarà per me un vero onore rappresentare questo territorio, con il suo saper fare e voler fare, che può indicare la strada giusta per la rinascita di tutto il nostro Paese.

Ti aspetto al seggio il 4 marzo. Per scegliermi come tuo deputato, basta un segno sul simbolo del PD.

 

Guarda il video appello “il 4 marzo scegli la crescita”:

Facebook https://www.facebook.com/DeVincentiClaudio/videos/923895414436702/

Youtube https://youtu.be/CLmlJR5rPNM

Sito https://www.claudiodevincenti.it/2018/03/01/il-4-marzo-scegli-la-crescita-appello-al-voto/

Più forte, più giusta. L’Italia: il programma del PD

Per tutti. Il cuore del nostro impegno per gli italiani sta tutto qua. Nel rendere universale ciò che è stato per troppo tempo solo per qualcuno. Nell’affermare che i diritti, le tutele, le opportunità o sono anche per l’ultimo della fila o, semplicemente, non sono. Noi, negli ultimi cinque anni, ci siamo impegnati per migliorare l’Italia e siamo orgogliosi del lavoro fatto.

Dentro questi impegni per il futuro ci sono proposte forti, puntuali e realizzabili. Un programma di legislatura che vuole completare un percorso di cambiamento. C’è il salario
minimo, per ridare dignità al lavoro. C’è una rivoluzione copernicana del fisco e del welfare per rilanciare la natalità e l’occupazione femminile. C’è il diritto soggettivo alla formazione
dei lavoratori e la promozione dell’innovazione e delle competenze nelle imprese, per governare le sfide e cogliere le opportunità della rivoluzione tecnologica. Ci
sono risorse certe per la cura delle persone non autosufficienti, per ampliare il sostegno economico che ricevono, coprire i costi dei servizi di cui hanno bisogno e promuovere
la loro autonomia. Ci sono forti investimenti nella scuola, nell’università e nella ricerca, per ridare ai giovani il ruolo da protagonisti che spetta loro. Ci sono misure concrete
per la promozione dell’economia verde, per la salute delle persone e per la lotta alle diseguaglianze, nel segno degli obiettivi dell’agenda 2030 delle Nazioni Unite. C’è un
fisco sempre meno ostile ai cittadini e una pubblica amministrazione sempre più digitale e semplice.

È la visione di un Paese che riparte senza ricette miracolose e apprendisti stregoni. Semplicemente, mettendo a valore la forza di tutti, perché tutti possano beneficiarne.
Per l’Italia. Più forte, più giusta.

Leggi il programma del PD

Leggi la sintesi del programma

Bilancio: ecco le nostre proposte

Sette emendamenti allo schema di bilancio e cinque ordini del giorno relativi al Documento unico di programmazione: sono queste le proposte che il Partito Democratico, congiuntamente alla lista civica Vignola Cambia, ha presentato in merito al bilancio di previsione 2018-2020. Un bilancio povero di idee e che non guarda al futuro della nostra comunità, su cui abbiamo provato a incidere con alcune modifiche che andassero nella direzione di un maggiore sviluppo della città: dalla ristrutturazione dell’ex mercato ortofrutticolo alla riqualificazione della stazione ferroviaria, da una maggiore attenzione alla viabilità cittadina a un più forte impegno per la cultura, sono tante le direttrici su cui ci siamo mossi per provare a “raddrizzare” il documento presentato dalla giunta di centrodestra.

In questo post trovate tutti gli emendamenti e gli ordini del giorno presentati, e che verranno discussi e votati durante il prossimo consiglio comunale: a ogni link, oltre la proposta con relative variazioni di spesa, trovate anche la descrizione dell’intervento e le coperture finanziarie previste.

Buona lettura!

Gli emendamenti

emendamento 1_ristrutturazione ex mercato ortofrutticolo
emendamento 2_viabilità e infrastrutture stradali
emendamento 3_democrazia e partecipazione
emendamento 4_decoro del centro di Vignola
emendamento 5_sistema di irrigazione delle aree verdi comunali
emendamento 6_messa in sicurezza uscita studenti polo superiori
emendamento 7_contributi consorzi irrigui Campiglio Maremagna

Gli ordini del giorno

ODG dup_ gemellaggi
ODG dup_bretella pedemontana
ODG dup_contributo costruzione
ODG dup_edilizia scolastica
ODG dup_Villa Trenti

Ospedale: molte chiacchiere, pochi fatti

Il potenziamento dei servizi erogati dall’ospedale di Vignola, su cui tanto si è discusso nell’ultima campagna elettorale, rappresenta sicuramente una buona notizia, di cui devono essere soddisfatti in primo luogo i cittadini di tutto il distretto socio-sanitario, che potranno usufruire in futuro di maggiori prestazioni vicino a casa. Questo obiettivo è il frutto di un lavoro lungo e complesso, che ha visto il coinvolgimento di vari attori, in primo luogo l’AUSL di Modena, la CTSS, le amministrazioni comunali, e che ha mosso i primi passi mesi, se non anni addietro, richiedendo poi una paziente attività di implementazione per poter vedere la luce oggi. Quindi, lascia francamente basiti l’esternazione del sindaco Pelloni, che domenica, sui giornali locali, non esita a rivendicare tutto per sé il merito di tali risultati, quando in realtà si sta limitando a raccogliere i frutti di ciò che altri hanno seminato.

Infatti, sul tema del riordino della sanità in provincia di Modena si discute da almeno tre anni, quando si decise, secondo le indicazioni della legge regionale, una cabina di regia per l’integrazione dei due ospedali del capoluogo, e contestualmente una riorganizzazione e potenziamento della rete ospedaliera provinciale: e allora che furono avviate le azioni che hanno portato, oggi, a un miglioramento del servizio su Vignola. Nel concreto, ricordiamo che la Struttura complessa di ortopedia e traumatologia dell’Area sud è attiva dal 1° luglio 2017, dopo un processo di integrazione durato almeno due anni; l’implementazione dell’attività di osservazione breve intensiva, con l’aumento di letti in area degenza, è iniziata a gennaio 2017; l’ampliamento dell’area degenza in medicina d’urgenza è un risultato già conseguito nel 2016; il potenziamento del servizio oncologico, con la firma dell’accordo per l’accoglienza dei pazienti dalla Valsamoggia, la collaborazione con Sassuolo, l’aumento e la garanzia della presenza di oncologi presso il day service di Vignola, è stato avviato tra il 2016 e il 2017. Pelloni, invece, è in carica solo dal 25 giugno 2017.

Come si vede, nulla di quanto rivendicato da Pelloni è frutto del suo lavoro: il sindaco si limita a speculare politicamente sul lavoro svolto da altri amministratori, cadendo peraltro in contraddizione quando viene interpellato dalle minoranze sui temi della salute. Nell’ultimo consiglio comunale, infatti, replicando a un intervento di Vignola Cambia relativo alla (ex) commissione sanitaria non istituzionale, e alla capogruppo del PD Paola Covili che lamentava la totale mancanza di informazioni sulla situazione dei servizi territoriali e ospedalieri del distretto, il primo cittadino ha affermato testualmente che lui non ha in mano le leve della sanità provinciale, che le scelte sono tutte in capo all’azienda sanitaria, che non siede nei tavoli decisionali, insomma, che non conta nulla e non dispone di alcun potere e influenza in ordine a queste tematiche. Anche in questo caso ci troviamo di fronte a molto fumo, sollevato ad arte per distogliere l’attenzione da altri problemi della maggioranza, ma ben poco arrosto.