Partecipazione: non basta la parola, servono fatti concreti

Forti perplessità del PDVignola sul percorso (poco) partecipato avviato dall’Amministrazione Comunale per la ristrutturazione di Villa Trenti. La partecipazione non è un gioco, il PD Vignola propone una strada diversa.

Villa Trenti

Nella serata di martedì 25 novembre il Consiglio comunale di Vignola è stato chiamato a deliberare sui progetti di ristrutturazione di Villa Trenti, maturati nell’ambito del percorso di partecipazione “Partecipattiva”, promosso dalla nuova amministrazione civica della città.

È chiaro che nessuno è contrario alla partecipazione in sé, ma come PD Vignola esprimiamo forti perplessità su tutto il processo, e non possiamo non evidenziare le criticità emerse nel corso del dibattito. Colpiscono l’assoluta vaghezza e l’eccessiva libertà con cui è stato impostato il percorso: il processo partecipato non partiva da una precedente visione generale dell’amministrazione fatta con i tecnici del settore bibliotecario vignolese e della Fondazione per mettere alcuni paletti entro cui il percorso partecipato potesse muoversi, ma ha preso avvio con una giornata seminariale sulla partecipazione e alcune relazioni sulla biblioteca e i fondi storici, cui ha fatto seguito una sorta di “brain storming” sui possibili utilizzi degli spazi di Villa Trenti.
Il percorso si è poi spostato online, dove le proposte sarebbero state rielaborate e votate, un processo che, in primis, ha escluso sicuramente un parte della popolazione che avrebbe avuto necessità di aiuto ad accedere a tali tecnologie, e in secondo luogo ha evidenziato una risposta assai tiepida da parte dell’utenza. A questa partecipazione limitata si è poi aggiunto un processo di rielaborazione in gruppi (23 persone totali nel secondo incontro) che ha dato vita a tre indirizzi, che sarebbero poi stati scelti da parte del Consiglio comunale.
Infine, durante la deliberazione, tutte le debolezze all’origine del percorso sono emerse al momento del voto, con i consiglieri civici che si esprimevano in ordine sparso, e un risultato di parità tra i progetti uno e tre, tanto che il presidente del consiglio ha dovuto indire una nuova votazione “di ballottaggio” fra le due proposte più votate. Solo una scelta politica da parte dei consiglieri Minozzi e Cristoni, che si sono conformati al resto della maggioranza, ha evitato l’imbarazzo dell’amministrazione.

Il Partito Democratico ha scelto invece una strada diversa, un’assunzione di responsabilità nei confronti della cittadinanza e del servizio bibliotecario, votando il primo progetto presentato: la destinazione di Villa Trenti a “Biblioteca dei ragazzi”, con la contestuale riorganizzazione degli spazi della sede Auris e il mantenimento dei fondi storici nel deposito attuale.
Lo abbiamo fatto dopo una riflessione ponderata, assumendoci la responsabilità politica, come consiglieri eletti, di una scelta che ricade su tutta la città e il suo patrimonio culturale.

Noi crediamo che amministrare voglia dire proprio questo: ascoltare, coinvolgere la cittadinanza, informarsi, discutere con tutti gli strumenti a disposizione, e infine scegliere.

Ci domandiamo quale sia l’idea del sindaco Smeraldi e della sua maggioranza in merito, ma la (poca) partecipazione che abbiamo visto martedì sera in consiglio ci sembra tutt”altro che vera democrazia.