Gioco d’azzardo:“La Giunta Pelloni poteva fare di più”

Il Consiglio comunale di Vignola ha votato una variante urbanistica che stabilisce che le sale da gioco possono essere collocate solo in zone lontane dai cosiddetti “luoghi sensibili”, in ottemperanza alla legge regionale vigente. La disposizione si applica ai nuovi insediamenti. Il Pd aveva presentato un ordine del giorno per introdurre una riduzione delle tariffe a quegli esercenti che si impegnassero a disinstallare apparecchi da gioco già in funzione. La maggioranza ha però bocciato la proposta.

Poteva essere una bella occasione per dimostrare come il Consiglio comunale di Vignola sappia essere unito nell’affrontare una tematica di grande impatto sociale, quale è il gioco d’azzardo, al di là delle divisioni politiche e di partito: invece, accanto alla soddisfazione per aver contribuito al miglioramento e all’adozione di una delibera molto importante, rimane il rammarico per lo scarso coraggio che continua a denotare questa maggioranza.

Nel corso dell’ultimo Consiglio comunale è stata infatti votata una variante urbanistica che ha introdotto alcune significative modifiche alle norme tecniche di attuazione del Piano regolatore. In particolare, si è previsto che le sale da gioco (sia quelle complementari ad altre attività commerciali, sia quelle individuate in specifici punti vendita) trovino la loro esclusiva collocazione nelle zone a destinazione produttiva-commerciale, periferiche rispetto al centro cittadino e quindi lontane dai luoghi sensibili. Una disposizione che nasce dalla legge regionale n. 5 del 2013, e che trova il nostro pieno sostegno; anzi, con un emendamento alla delibera, approvato all’unanimità, abbiamo inasprito la proposta di modifica, riducendo in tutte le zone produttive-commerciali (quindi sia quelle consolidate che quelle di nuova espansione) la percentuale di superficie utilizzabile per questo genere di attività.

Ma poiché le norme si applicano ai nuovi insediamenti, siamo consapevoli che occorre accompagnare questa azione di contrasto e prevenzione anche con qualche forma di incentivo che possa aggredire le situazioni già presenti sul nostro territorio: per questo, accanto all’emendamento, abbiamo proposto un ordine del giorno che impegna la Giunta e il Consiglio ad approvare una modifica al regolamento della tariffa corrispettiva puntuale, con lo scopo di introdurre una specifica riduzione a favore di quegli esercenti che si impegnano a disinstallare gli apparecchi da gioco dalle proprie attività (una politica adottata da molte amministrazioni, peraltro, che hanno aderito al progetto “città slot free”). La maggioranza, però, ha ritenuto di bocciare la nostra proposta: peccato, un’altra occasione persa (l’ennesima) per cercare di operare concretamente contro una piaga sempre più minacciosa per la nostra società.

Qui sotto potete trovare il testo del nostro ordine del giorno:

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