Tutti i comuni dell’Unione nel Corpo unico: un traguardo storico

La scorsa settimana, i consigli comunali dei comuni aderenti all’Unione Terre di Castelli, e il Consiglio dell’Unione stesso, hanno approvato la nuova convenzione per la gestione in forma associata del servizio di polizia municipale e la costituzione del relativo Corpo unico. Si tratta di un traguardo storico, che pareva impossibile solo qualche mese fa, e a cui va dato merito agli amministratori, in primis la presidente Muratori, l’assessore Franceschini e tutta la giunta. 

La convenzione che è stata votata la settimana prima di Pasqua rappresenta per molti versi un traguardo storico. Non vogliamo apparire retorici, ma se diciamo “storica” è perché, effettivamente, rappresenta un passaggio importante nella storia della nostra Unione: mai, considerando anche il cambio di configurazione dell’ente intervenuto a seguito dello scioglimento della comunità montana, tutti gli otto comuni avevano trasferito contemporaneamente il servizio di polizia municipale all’Unione.

Quindi è una sorta di nuovo inizio, che in prospettiva potrà dare molti frutti: rientro di Savignano, maggiori finanziamenti dalla regione, un percorso che una volta concluso condurrà a una dotazione organica del Corpo unico di 67 agenti, maggiore presidio del territorio, salvaguardia delle specializzazioni, una più equa ripartizione dei costi e dei ricavi. Un accordo di alto profilo, dunque, che tenta di individuare un punto di equilibrio a maggior vantaggio per tutti gli enti coinvolti.

Era difficile immaginare, solo qualche mese fa, che saremmo giunti a questo punto. E anche in questo caso, non vogliamo apparire retorici. La positiva conclusione della vicenda non dovrebbe però far dimenticare quelli che sono stati i passaggi, istituzionali e politici, che l’hanno caratterizzata. Passaggi critici, che poteva risolversi o con la manomissione di tutto il sistema, e arrecare un danno non solo all’Unione ma anche e soprattutto a Vignola, o con il miglioramento e potenziamento del servizio, come in effetti è stato. E sia detto senza particolare intento polemico, ma per amore di verità: se fosse dipeso esclusivamente da chi aveva messo in discussione l’attuale assetto, ovvero il sindaco di Vignola e la sua maggioranza, adesso staremmo valutando tutt’altro scenario.

Tuttavia, è altrettanto vero che potevamo perdere tutti, e invece, alla fine, tutti abbiamo vinto. Non è quindi il caso di distribuire medaglie, ma di ringraziare chi si è speso in prima fila per raggiungere questo risultato: la presidente dell’Unione Emilia Muratori, l’assessore alla sicurezza Fabio Franceschini, insieme a tutta la giunta dell’Unione, i tecnici, a cominciare dai dirigenti, gli agenti del Corpo unico, i consiglieri di maggioranza e minoranza nei Consigli comunali coinvolti, in particolare Vignola e Savignano.

Sono però necessarie due sottolineature: la prima è che questo voto segna un cambiamento, ma proprio perché è un voto sostanzialmente unanime, e proprio perché ci si è arrivati con lo sforzo di tutti, nessuno può rivendicare in esclusiva la rappresentanza del cambiamento. E questo è un argomento che, sebbene legato al tema specifico, vale in senso generale. Certamente esistono sensibilità diverse su temi specifici, ma non è solo la volontà di mutare in se stessa che qualifica una modifica di un servizio come cambiamento. E il contenuto, l’incisività del contenuto che caratterizza ogni cambiamento come un’autentica riforma.  Altrimenti ci troveremmo di fronte o a una mera rivendicazione, o al desiderio di marcare una distanza con l’altra parte politica, o peggio a una sorta di gattopardismo.

La seconda è che adesso inizia la fase di implementazione di questo progetto, in cui occorrerà controllare e, se il caso, sollecitare una puntuale applicazione degli accordi presi e delle linee di azione stabilite nel progetto. Progetto sicuramente importante ma, al tempo stesso, insufficiente a rispondere alle maggiori esigenze di sicurezza che provengono dai cittadini. Il tema sicurezza non può essere ridotto semplicemente a una questione poliziesca. Pensiamo sia necessario, probabilmente a partire dai singoli comuni, prima che dall’Unione stessa, iniziare, in maniera molto laica, a domandarsi seriamente cosa sia, cosa significhi, cosa rappresenti questa richiesta di sicurezza che proviene dal basso, dalla realtà dei nostri territori, e quali sono i mezzi più efficaci per rispondere non tanto ai problemi che emergono in superficie, e che più o meno abbiamo tutti sotto gli occhi, ma soprattutto alle cause che stanno sotto, e su cui, per quanto è in nostro potere, possiamo ancora intervenire.

Perché non possiamo pensare di affrontare una questione di tale portata semplicemente con qualche agente in più (per quanto fondamentale). Altrimenti, in futuro, ci troveremo ad affrontare, da capo, la medesima discussione che ci ha visti impegnati in tutti questi mesi.

Qui sotto è possibile leggere i testi della convenzione e del progetto di riorganizzazione:

Convenzione PM

Progetto Organizzazione comando P.M. 2018

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