Linee programmatiche: il cielo è grigio sopra Vignola

Sabato 21 ottobre sono state presentate le linee programmatiche per il mandato amministrativo 2017-2022. Un documento privo di slancio, con una visione corta, senza idee o progetti di lungo respiro per Vignola, privo di parole chiave che riescano a restituire una traccia del percorso che intende seguire la giunta Pelloni da qui al 2022. Da queste linee programmatiche non si ricava un’idea strategica della nostra città: il rischio è svegliarsi tra cinque anni e scoprire che nulla è cambiato. Ecco l’intervento della capogruppo Paola Covili in Consiglio comunale:

Un bignami di programma elettorale

Le linee programmatiche consistono in un documento che contiene indirizzi, obbiettivi, azioni e progetti da realizzare nel corso del mandato amministrativo e rientra nel novero dei documenti di programmazione dell’ente (oltre al DUP e al PEG…).
Vero è anche che l’impianto del programma di mandato viene spesso fatto corrispondere al programma elettorale, presentato in sede di consultazione elettorale, ma mentre quest’ultimo costituisce una dichiarazione di intenti politici e programmatici, le linee programmatiche devono distinguersi per la visione che sanno mettere in campo e per la forte connotazione di “piano strategico”.

Queste linee programmatiche non rappresentano un’evoluzione in versione strategica del programma elettorale, semmai lo riducono a “bignami”.
Dalla situazione attuale, che ci consegna una Vignola stagnante (ancorché attiva), non si esce con correzioni di lieve entità, ma con interventi di sistema e soprattutto con una nuova visione di città. Come amministrazione dovremmo porci nuove e inedite sfide da affrontare, magari non in solitudine, ripiegati al nostro interno, nel nostro piccolo, ma insieme ai cittadini, all’associazionismo, al volontariato e anche alle forze economiche e sociali, ai corpi intermedi, per avviare una nuova fase di sviluppo, di crescita e di benessere per i prossimi decenni.
Dovremmo volere una Vignola vivace, vissuta, virtuosa e solidale, capace di ascoltare e dare risposte ai bisogni dei cittadini e delle famiglie, rispettosa del territorio, dei beni comuni e della salute, volano di nuove opportunità di lavoro, promotrice di benessere e di crescita culturale.
Il risultato elettorale ha assegnato alla maggioranza di centrodestra una grande opportunità, ma anche una grande responsabilità: RENDERE VIGNOLA IL PUNTO DI RIFERIMENTO DELL’AREA VASTA OLTRE CHE UN IMPORTANTE PUNTO DI RIFERIMENTO A LIVELLO REGIONALE TRA I COMUNI DI MEDIE DIMENSIONI.

La collocazione geografica, la morfologia del territorio (tra città e campagna, tra pianura e collina, il fiume), le infrastrutture materiali e quelle immateriali in evoluzione (necessarie per lo sviluppo dell’economia e delle imprese), le eccellenze, la storia, le ricchezze storico-architettoniche, non possono che farci pensare a questi obiettivi.
Avere un atteggiamento attendista, di retroguardia, che si limita al governo del quotidiano, alla gestione del piccolo anziché tentare visioni programmatiche di ampio respiro e essere guida a processi di sviluppo, non aiuterà.
Cosa rende un paese una città? La dimensione territoriale? Il numero di abitanti? O i servizi che è capace di erogare: pensiamo al polo scolastico esistente, unico per un territorio di queste dimensioni e che accoglie studenti da territori limitrofi, l’ospedale, i servizi socio sanitari per citarne alcuni; o lo sviluppo che riesce a generare: le imprese che investono in e su Vignola, l’imprenditoria agroalimentare in grado di rigenerarsi e fare impresa, i corpi intermedi che stanno dentro al processo di sviluppo; o ancora le eccellenze che riesce a promuovere, in una comunità che è insieme tradizione, storia, cultura, produzione.

Vogliamo essere, quindi, paese o città?

Da queste linee programmatiche la nostra potenzialità come comunità è minimamente espressa: la visione non è di sviluppo ma di conservazione, non è strategica ma è gestione del “qui e ora”, del “viviamo alla giornata. È un ripiegarsi su attività di routine.
Una crescita sostenibile, competitiva, solidale, va guidata; il governo della città è un processo che deve vedere la regia pubblica; è un percorso che insiste sulle potenzialità dell’integrazione fra gli strumenti in possesso dell’amministrazione (si pensi al rapporto fra gli strumenti urbanistici e di pianificazione strategica e le finalità sociali e quindi come pensare la mobilità, come organizzare gli spazi urbani in modo più funzionale alla persone e alle famiglie, come consentire pari fruibilità del territorio e dei servizi soprattutto con riferimento alle fasce più deboli della nostra comunità).
Questo è un programma che si affida alla volontà dei singoli, dei cittadini! Sicuramente importante e fondamentale, oggi più di ieri perché risponde a un duplice obiettivo: stimolare la partecipazione nella gestione degli spazi e delle aree comuni della città per renderla migliore e avere garantite azioni di mantenimento e di qualificazione di aree pubbliche in carenza di risorse adeguate. Azioni nobili che però devono accompagnare e non sostituire l’intervento pubblico.
Sul resto si ci limita a fare dichiarazioni di intenti senza indicare il come, con quali strumenti con quante risorse realizzare gli obiettivi.
Queste linee programmatiche sono un semplice esercizio di scrittura, che non indicano la direttrice, che non allungano lo sguardo oltre l’orizzonte; e ancora non ci raccontano la Vignola del 2022.

Le assenze

Si registrano importanti assenze in questo documento. 

Uffici e servizi

Quale modello organizzativo e funzionale degli uffici e dei servizi. A parte una piccola specifica sullo Sportello 1, non ci è dato sapere:

– come la maggioranza pensi di riorganizzare l’attività dei servizi per renderli più coerenti con gli obiettivi generali (pensiamo al Suap);

– qual è l’impostazione che la nuova amministrazione intende imprimere all’attività complessiva dell’ente;

– come intende essere trasparente e capace di comunicare mediante specifici strumenti (carte dei servizi, bilancio partecipativo, bilancio sociale), strumenti che devono contribuire a rinnovare sia la pianificazione strategica complessiva (non solo a livello comunale ma anche a livello Unione) che il relativo controllo;

– come dare vita e corpo agli strumenti di partecipazione attiva dei cittadini.

Unione di Comuni Terre di Castelli

Quale impegno questa amministrazione intende mettere in azioni di consolidamento, miglioramento, efficientamento dell’Unione dei Comuni; come intende lavorare per affrontare insieme con gli altri comuni le principali problematiche e sfide del nostro territorio.

Cultura

Quali politiche culturali: il tema della cultura deve pervadere ogni ambito della nostra strategia di futuro. La politica culturale di una città non può che passare attraverso la creazione di un nuovo approccio. C’è ancora chi associa unicamente la cultura agli eventi, ma noi intendiamo altro. La programmazione degli eventi culturali ha certamente una sua importanza, e fa emergere prepotentemente il tema dell’esigenza di una regia, ma le politiche culturali dovranno tornare a essere l’investimento alla base del nostro essere comunità. Faccio nostra questa frase: “Se esiste un valore aggiunto che fa di un luogo un posto speciale, quel valore è rappresentato dalla vitalità culturale che lo contraddistingue”.

Giovani

Quali politiche cosiddette “giovanili”: l’innovazione e la sfida dovrebbero essere come collocare le nuove generazioni al centro di un contesto strutturato di relazioni (che per molti aspetti già esistono), ma che necessitano un’organizzazione e un progetto ampio. È indispensabile una città che accoglie e non allontana! Ma qui si emettono ordinanze restrittive nei confronti di uno dei locali maggiormente frequentato dai giovani!

Sviluppo del territorio

Quale politiche integrate di sviluppo del territorio. Non ci viene raccontato:

– come agevolare e sostenere nuove forme di imprenditoria (magari giovanile), start-up, incubatori d’impresa;

– quali azioni a favore della micro, piccola e media impresa, del commercio e dell’industria;

– quali azioni a favore della nuova e giovane imprenditoria agricola; quali azioni collegate alla commercializzazione dei prodotti agroalimentari (quale futuro si pensa per il Nuovo Mercato Ortofrutticolo, che necessita di importanti interventi di manutenzione straordinaria?);

– più in generale, di quali strumenti il governo di Vignola si intende dotare per favorire la buona e massima occupazione nel rispetto dell’ambiente e dei principi di responsabilità sociale di impresa. Il tema del lavoro e dello sviluppo non sono al centro dell’agenda politica di questa maggioranza. Noi invece siamo consapevoli che l’occupazione è alla base del rilancio del nostro territorio e che servano azioni e interventi pubblici locali che diano slancio alla nostra economia, promuovano la qualificazione del lavoro, incentivino la creazione di nuovo impiego.

Centro storico

Quali progetti di riqualificazione del centro storico, dell’ex mercato ortofrutticolo, della stazione dei treni e, se ci saranno, come questi si inseriscono in un progetto complessivo di città

Corpi intermedi

Quali relazioni con i corpi intermedi, su quali presupposti; e come questi possano fattivamente contribuire (ognuno nei propri ambiti) al processo di efficientamento del sistema città.

Sanità 

Di quale sanità volete essere garanti: come mantenere il ruolo dell’Ospedale di Vignola, quali funzioni territoriali (Casa della Salute? OSCO?), quali servizi territoriali; quali azioni a favore dell’integrazione socio-sanitaria; quale rapporto con i medici di medicina generale e pediatri di libera scelta; come si intende attuare un’opera di adeguata informazione della cittadinanza su quanto avviene nell’ambito dei servizi sanitari.

Sicurezza

E infine la sicurezza: non torno sul tema della P.M. perché la nostra posizione è conosciuta; ma esaurire il tema sicurezza al solo ambito dell’intervento della P.M., all’ordine pubblico e al controllo (“prevalentemente a piedi”) del territorio non è corretto. Questo documento non prende in considerazione nessuna proposta attiva che sappia orientarci (noi cittadini lettori) nel comprendere di quali strumenti si intende dotare l’amministrazione comunale di Vignola, di quali azioni si fa promotrice, per il contrasto agli abusi, all’illegalità, alla lotta alle mafie, alla criminalità organizzata, veri vulnus del tessuto sociale ed economico e troppo spesso ignorati perché sentiti lontano da noi, ma così non è! Ed è proprio questo che ci deve guidare con una logica di attenzione e distanza dai rischi. Sicurezza è certamente tutela dell’incolumità fisica dei cittadini e dei loro beni e va perseguita e non sottovalutata, ma non coincide solo con questo e si estende a tutti gli aspetti della nostra vita e va perseguita con una politica urbana integrata.

Nessuna parola chiave

Con tutta la buona volontà non siamo riusciti a individuare una parola chiave che ci indichi la direzione, l’imprinting che questa amministrazione intende dare al proprio governo; quali sono le architravi che sorreggono le proposte per Vignola; quali le sfide.
Un comune non ha tutte le leve del cambiamento, è vero! ma può imprimere una direzione. Non si può risolvere tutto, ma si ha l’obbligo di capire quello che sta accadendo, i cambiamenti in corso e guidarli, per il bene della comunità.

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