Smeraldi rassegni immediatamente le dimissioni

Il Direttivo del Pd di Vignola ha discusso la questione la sera di giovedì 26 Gennaio. Ecco la posizione del Pd di Vignola sulla crisi della maggioranza che sostiene il sindaco Smeraldi:

Il Direttivo del Pd di Vignola si è riunito in data 26 gennaio per discutere della situazione politica della città dopo le dimissioni del vice-sindaco Pelloni. La crisi della compagine che sostiene la Giunta Smeraldi è la riprova che il progetto politico e amministrativo dell’attuale maggioranza è fallito. Il Pd, da subito, aveva denunciato che una maggioranza così eterogenea non avrebbe potuto reggere l’impatto del governo quotidiano della città. Pur avendo sempre agito con responsabilità e nell’interesse della collettività vignolese, il Partito democratico chiede ora al sindaco di prendere atto della situazione che la sua stessa maggioranza ha determinato e, in coerenza, di rassegnare le sue dimissioni con effetto immediato.

Un pensiero su “Smeraldi rassegni immediatamente le dimissioni

  1. divignola360

    Amore mio, non ti riconosco piu’.

    ‘La vittoria ha cento padri, ma la sconfitta è orfana’, diceva quel tale morto in esilio su un isola.
    L’epilogo della giunta vignolese porta alla luce uno dei sintomi piu’ lampanti di tutta questa tribolata vicenda: la facile smemoratezza. Quando la compagine civica si apprestava a salpare, da ogni parte ( che non fosse quella dei diretti interessati) era abbastanza chiaro che le cuciture a doppio filo non avrebbero retto a lungo. Anche se nessuno si aspettava si sfilacciasserò in cosi’ breve tempo..

    Leoni ruggenti di quella campagna trionfale che avrebbe dovuto decantare le gesta decennali del civismo perenne, erano vecchi arnesi della politica locale, improvvisatisi fini strateghi e lungimiranti analisti politici che preconizzavano le albe radiose alle quali ci saremmo dovuti assuefare.
    Radiose, dico propio radiose.
    Il vecchio e cattivo PD della demoniaca sindaca denti era caduto, gli orchi erano in fuga.
    Nuovi orizzonti si intravedevano oltre le mure di Gondor.

    Insomma, piu’ o meno..

    In alcuni casi si trattava di persone messe a margine , un pò brutalmente, dal pd locale, che cercavano tignosamante ed astiosamante sui tasti quella rivincita che avrebbe loro permesso di placare l’animo tormentato.
    Altri erano semplicemente una schiatta di radical chic che ‘ dai ma non vedi che bellaquestagauchefaigaschenonhalalegaechepromettepetizioniesalvatuttiglialberi’.
    Tutti gli altri, sapevano

    Gli incorruttibili radical chic, si sono dileguati.
    Troppo colpiti dallo sprofondo della Giunta, sono stati avvertiti di ciò mentre ancora stilavano le cattive malefatte che la giuna precedente ( vile, corrotta, cattiva, maleodorante) aveva compiuto.
    Si hanno notizie di alcuni che non sono riusciti, per il dolore, a trangugiare l’oliva del martini

    invece restano sulla piazza le figure di giornalista opinionsita de noartri , con presa diretta sulla realtà priva di censure, sempre intenti a ‘cercare la verità’ come se fosse in diretta da Aleppo. Essi vedevano le crepe e gli stracci volare dall’interno della giunta, ma riuscivano in un esercizio titanico di retorica di basso profilo, a magnificare comunque le gesta della Giunta.
    Fu in quel momento che la reflex , da sempre protesa a smaschare l’inganno e la turpetudine del potere, si inceppò malamemnte.

    Non parlo degli inziali ‘peana’ nei confronti del Sindaco, ( quel sindaco che cesserà piu’ tardi di corrispondere all’amore )
    Nemmeno si intenda il silenzio su azioni grottesche da inzio legislatura ( successione brutale alla ex capolista del civico listone, nomina ad assessore di chi si prese ben 10 voti)

    Nononono

    Questa serie di topiche lasciavano il giornalista indomito e senza macchia tutto sommato placido e felice, per il cattivo pd che stava per pagare d’un colpo tutte le sue annose colpe.

    Il giornalista intrepido, sempre piu’ somigliante al corrispondente della prvada, doveva metere tappi di gomma alle orecchie per non sentire il rumore delle crepe che si allargavano dentro al Comune.

    Il sollucchero per la caduta del cattivo pd, ancora riusciva a dare quella scarica di endorfine che gli permetteva di fotografare una realtà artificiale.
    Non parlo di cacche e cartacce, quelle venivano fotografate per strada ai tempi dei cattivi al potere.
    Quando c’era Saruman

    Poi, di colpo, gli stracci iniziarono ad uscire ‘fuori dal comune’.
    E mentre tutti si attendevano dal giornalista sempre meno impavido e sempre piu’ pravdiano qualcosa del vecchio repertorio ( che sò, le pagelle agli assessori, ) i tasti iniziavano a ribellarsi.

    Solo quando le stoviglie iniziavano a uscire dalle finestre, l’opinionista integerrimo doveva ammettere che , forse si, c’era qualche problemino.
    ouhm.
    Ma, ovviamante, il tutto era mascherato con dichiarazioni di intenti che preveggevano ‘un nuovo impegno’, o la necessità di dare nuova spinta al progetto civico, etc..etc..
    insomma, le supercazzole del compianto conte Mascetti.

    Poi, il crack.

    Amore finito, Sindaco che pubblicamante disconsce l’ex cantore delle gesta.
    E ora?

    Nulla.

    Nessuna traccia di autocritica, nessun ricordo della centinaia di parole spese a dare addosso a chi vedeva nel ‘fritto misto’ un pericolo per vignola. Amnesie totali riguardo ai silenzi, alla campagna elettorale fatta a suon di baionetta.

    Nessun passo indietro.

    Oggi, è il tempo della rabbia, del rancore.
    del ‘ ve lo avevo detto io!’
    Del ‘visto? è andata male, come negarlo?’.
    ‘Ah, ora si che vedo il brutto che c’è li dentro!’

    Oggi, come allora, astio, critiche e malmostotistà.
    Stavolta verso l’ex amato major.
    Ma sempre e soltanto dalla posizione di chi non c’entra, non c’era , e se c’era, dormiva. E, svegliatosi dal torpore, salta di colpo sulla sponda degli accusatori, puntando il dito su quel progetto fallimentare che tanti avevano prima di lui denunciato

    Nessun ricordo del primo amore che , sbocciando, celava agli occhi la realtà.

    Agli amanti delusi, non è bene chiedere onestà intellettuale.

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