Archivio mensile:Aprile 2020

Ghiaroni “Pelloni non difende la tenuta del suo territorio”

“E’ evidente che la comunità vignolese non è il primo dei suoi pensieri”: il segretario del Pd di Vignola Andrea Ghiaroni risponde al quasi ex-sindaco Simone Pelloni che si sente in diritto di dare “pagelle” alle possibili alleanze delle opposizioni in vista delle elezioni, ma non pensa di dover difendere gli ottimi risultati ottenuti nella lotta alla pandemia dalle Cra del suo territorio. Ecco la dichiarazione di Andrea Ghiaroni.

“Non ha ancora ufficializzato la sua scelta tra le poltrone di primo cittadino e quella di consigliere regionale per sfruttare fino all’ultimo la visibilità che gli viene dall’essere sindaco di una realtà importante come Vignola, ma, nel contempo, si allinea ai diktat regionali della Lega senza pensare nemmeno di provare a difendere le eccellenze del suo territorio. Il quasi ex-sindaco Pelloni si conferma “cerchiobottista” come la sua carriera politico-amministrativa ha ampiamente dimostrato.

Mentre il commissario ad acta per la lotta all’epidemia di Covid-19 Venturi plaude all’Asp di Vignola per non aver registrato contagi né tra gli ospiti né tra gli operatori, Simone Pelloni sottoscrive una interrogazione del Gruppo regionale della Lega che parla di situazione nelle Cra “fuori controllo e devastante per il numero di decessi”. Avrebbe potuto almeno provare a sottolineare l’efficacia delle buone pratiche adottate nell’Unione Terre di Castelli o quantomeno avrebbe potuto rifiutarsi di firmare un atto che, così come concepito, non discrimina tra situazioni oggettivamente diverse.

E’ evidente che la comunità vignolese non è il primo dei suoi pensieri: non lo è stato quando ha lavorato per fare il salto da vice-sindaco a sindaco, non lo è stato quando ha deciso di lasciare pure questo incarico per un altro anche maggiormente remunerato. E nel frattempo non tralascia di dare “pagelle” alle possibili alleanze costruite dall’opposizione in vista della prossima tornata elettorale, ancora una volta “anticipata” grazie al suo operato.

Il Partito democratico lavora per costruire un progetto amministrativo che guarda alla Vignola del futuro e poggia su una grande comunità di intenti. Non ci sono ancora stati contatti con Smeraldi, ma c’è piena disponibilità a ragionare con tutti coloro con cui possiamo condividere valori e progettualità. E’ ora di garantire una vera prospettiva di crescita per la nostra città, per i nostri giovani e per le nostre imprese”.

Vignola, Pd e Vignola Cambia “Pelloni cosa aspetta a decidere?”

I Gruppi consiliari Pd e Vignola Cambia stigmatizzano il fatto che neppure nella seduta del Consiglio comunale di Vignola di martedì 14 aprile il sindaco Pelloni ha comunicato la sua scelta tra la poltrona di primo cittadino e quella di consigliere regionale. Ecco la loro nota congiunta:

“Prendiamo atto, a seguito del Consiglio comunale svoltosi martedì sera, che il sindaco Simone Pelloni, eletto consigliere regionale nell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna il 26 gennaio scorso, non ha ancora espresso alcuna opzione riguardo la carica che intende conservare (sindaco o consigliere regionale, stante la palese incompatibilità tra le due), nonostante fosse stato invitato a adempiere da questo stesso Consiglio nella seduta del 24 marzo.

Pur riconoscendo che la procedura fin qui seguita è conforme a quanto previsto dal Testo unico degli Enti locali, riteniamo incomprensibile e altamente inopportuna la scelta – o meglio, non-scelta – del sindaco Pelloni. L’Amministrazione comunale di Vignola necessità di chiarezza e non di un vertice “bifronte”, diviso tra un quasi-non-più-sindaco e un non-ancora-sindaco. Troviamo poi stonata l’affermazione di Pelloni, pronunciata martedì sera in Consiglio, per cui non avrebbe optato e atteso fino all’ultimo giorno utile per poter partecipare alla prossima seduta, prevista il 4 maggio, e poter votare così il rendiconto d’esercizio 2019: viene da chiedersi se un atto fondamentale per il Comune è calendarizzato solo in funzione dei desiderata del sindaco uscente, che comunque avrebbe già avuto modo di presentare adeguatamente alla cittadinanza il proprio bilancio di “mezzo” mandato, senza bisogno della “vetrina” di un ulteriore Consiglio.

Non è nostra intenzione fare polemica, specialmente in questa fase di emergenza, ma è evidente che tutta questa fase è stata gestita in maniera confusa e strumentale. Ci auguriamo di essere comunque giunti alla fine di questo infinito percorso: dopo oltre tre mesi dalle elezioni regionali crediamo che sia ora di voltare pagina con nettezza e senza tentennamenti”.