Archivi giornalieri: 3 Gennaio 2020

Vignola langue nel “qui e ora”

Anche quest’anno, nonostante i roboanti proclami della maggioranza, non si segnalano molte novità negli interventi previsti per il prossimo triennio, e gli unici progetti degni di nota – presentanti con particolare enfasi alla cittadinanza – non hanno gambe solide con cui viaggiare. Il caso è quello della riqualificazione della stazione dei treni: venduta come cosa già fatta, con tanto di rendering pubblicato in rete dall’Amministrazione, al momento vede solo l’abbattimento dei vecchi edifici per lasciare spazio a un presunto parcheggio; per il resto, il bilancio appena approvato certifica che le risorse per la rigenerazione dell’area sono pari a zero per almeno i prossimi due anni.

Ma sono numerosi i motivi di contrarietà al documento di programmazione presentatoci dalla Giunta. Li abbiamo raccolti per titoli, sperando di fornire una versione alternativa rispetto alla propaganda della maggioranza.

PULIZIA

Il porta a porta, che pure condividiamo come filosofia, non ha risolto il problema della pulizia, dell’ordine e del decoro cittadino. Vignola rimane una città se non sporca, certo non pulita. Ci sono ancora abbandoni di rifiuti nelle strade di accesso al complesso urbano (Via Ca’ de Barozzi fino alla confluenza con via Montanara, in località Bettolino). Bene il coinvolgimento dei cittadini, della società civile e delle imprese nel rispetto dell’ambiente, ma appare necessario intraprendere un ulteriore dialogo con l’ente gestore del servizio di raccolta rifiuti. Ci meravigliamo, che non sia stato preso in considerazione un piano a parte, specifico, per le esigenze del centro storico. I rifiuti, seppur contenuti negli appositi sacchi messi a disposizione per la raccolta differenziata, stazionano sotto i portici e sui marciapiedi già stretti, contribuendo a dare un’immagine squallida e degradata, con problemi connessi anche d’igiene. Se vogliamo far diventare Vignola una città attrattiva, non solo durante occasioni particolari che vedono il loro svolgimento durante le ore del giorno, ma che predisponga cittadini e visitatori alla sosta serale nei luoghi di memoria e di maggiore suggestione del centro storico, occorre ripensare alla cura e alla pulizia in particolare di questi spazi pubblici. Si potrebbe valutare, sulla scorta di quanto realizzato in altre città, un centro di raccolta temporaneo in un locale appositamente adibito alla raccolta giornaliera dei rifiuti del centro storico, in attesa che il gestore proceda al prelievo e al carico alle scadenze periodiche concordate.

CENTRO STORICO

Aldilà del problema rifiuti, il Centro storico meriterebbe investimenti significativi, non limitati alla pavimentazione del pedonale. Va riqualificata la zona, per garantire il transito sicuro da parte di chi percorre la parte più tipica dell’abitato. Dovrebbe essere rivista l’illuminazione delle strade con portici ai lati che fungono da collegamento coi parcheggi di via Zenzano e del complesso della piscina comunale. Andrebbe affrontato anche il problema della rete fognaria e della raccolta dell’acqua piovana, che in occasione di piogge consistenti ha provocato disagi e semi allagamenti. Sarebbe importante creare punti atti a costituire presidi del territorio. Perché l’Amministrazione non si fa carico delle spese necessarie e mette a disposizione uno degli stabili sfitti (ex negozio Riccò, ad esempio) anche nelle ore serali, a turno, delle Associazioni di volontariato attive sul territorio? Un tale esperimento potrebbe coniugare esigenza di sicurezza con ampliamento del numero degli utenti interessati all’ambito sociale di cui sono espressione i gruppi di volontariato.

SICUREZZA

L’aumento della dotazione di personale e gli spostamenti degli agenti prevalentemente a piedi, non hanno migliorato la percezione di sicurezza del cittadino; poco si sa della collaborazione con le altre forze dell’ordine e dell’uso degli strumenti legislativi messi a disposizione del Sindaco. Salvo qualche blitz dei Carabinieri, che fa notizia e ottiene visibilità sui quotidiani locali, alcune zone di Vignola appaiono malfrequentate, soprattutto nelle ore serali. Sono all’ordine del giorno i furti in abitazioni e in negozi; in aumento i casi di truffe agli anziani. L’esperienza positiva, anche dal punto di vista sociale, del controllo di vicinato, vorrebbe sostenuta e ulteriormente promossa come una buona pratica da seguire in tutti i quartieri della città.

VIABILITA’

Dall’inizio del mandato sentiamo parlare di ritardo nella realizzazione del PUT; alcune vie di Vignola sono caratterizzate da traffico sostenuto nelle ore di punta. Dovrebbero essere migliorati il coordinamento dei semafori del centro e la visibilità di certi passaggi pedonali (es. incrocio via A. Plessi/via Bellucci, incrocio via M. Pellegrini/Via Tavoni; incrocio via Matteotti /Via Libertà). Le sollecitazioni da parte delle minoranze sulla presa in carico della pericolosità di via Resistenza in prossimità del polo scolastico sono rimaste inascoltate. (Parcheggio pullman turistici zona ricavata dall’area dell’ex distributore di fronte all’ospedale: poi percorso pedonale idea M. Maisani)

PROMOZIONE DEL TERRITORIO

Vignola langue, se si escludono certe iniziative a spot, con ricadute momentanee, non si notano progetti che investano in modo duraturo sulla sua valorizzazione; tutto ricade nel qui e ora e prevale l’aspetto strettamente commerciale. Il venir meno poi della collaborazione con la Fondazione di Vignola per la gestione del PIT ha ulteriormente impoverito l’organizzazione dell’offerta turistica.

COMMERCIO

L’Amministrazione afferma che un suo obiettivo primario sia quello di valorizzare le attività commerciali del centro. In realtà, se si escludono alcuni negozi ormai storici, gestiti dalla stessa famiglia da più generazioni, molti esercizi chiudono; o cambiano spesso titolare, o si trasferiscono dove i canoni di locazione sono più bassi e le spese compatibili con la loro sopravvivenza. Vie facenti pur sempre parte del nucleo del centro, un tempo animate, come ad esempio G. Bruno e il tratto iniziale di Via Tavoni, vedono un alternarsi di locali sfitti da tempo. Siamo d’accordo sulle responsabilità della grande distribuzione e delle vendite online, ma bisognerebbe pensare ad una seria politica di sostegno. In un momento in cui il tasso di occupazione è in crescita, dopo la lunga coda della crisi, gli sportelli d’ascolto riportano dati allarmanti anche sugli effetti collaterali dovuti al fallimento delle attività in proprio.

Insomma, un quadro poco incoraggiante, che avrebbe bisogno di maggiore attenzione e decisione da parte dell’Amministrazione comunale e del sindaco, che paiono invece distratti e ben poco solleciti nell’affrontare le questioni ancora sul tavolo. A tutto ciò si aggiunge il grave sgarbo istituzionale della mancata convocazione delle parti sociali per presentare i principali contenuti del bilancio: Vignola è stato l’unico comune delle Terre di Castelli a non aver rispettato il Protocollo di relazioni sindacali in essere, come denunciano le maggiori sigle sindacali in un comunicato (http://www.cgilmodena.it/comune-vignola-approva-bilancio-previsione-2020-senza-confronto-organizzazioni-sindacali-confederali/)