Agroalimentare: per la Giunta Pelloni è ancora un settore su cui puntare?

Per intervenire su tema occorre partire da altri spunti e riflessioni. Un passo indietro.

E per fare ciò partiamo dal Rapporto regionale dell’Osservatorio agroalimentare dell’Emilia-Romagna, che è un importante strumento di lettura e di conoscenza di un settore fondamentale dell’economia regionale ed è un utile guida per le politiche degli enti locali.

Il rapporto esamina gli andamenti che caratterizzano l’agricoltura regionale, ed evidenzia la peculiarità del comparto, che, oltre a rilevanza economica, complessità dei vari ambiti, ha anche una valenza profondamente culturale e identitaria di un territorio. L’Emilia-Romagna è una delle regioni leader dell’agroalimentare sia per valore produttivo, che per numero di prodotti certificati e di aziende.

Il Rapporto ci dice che l’agroalimentare dell’Emilia-Romagna nel 2018 consolida la propria posizione, con quota 4,7 miliardi di euro (+0,4%) di valore della produzione agricola. Trend che si conferma dal 2015.

Si conferma, inoltre, il trend di crescita anche per l’industria alimentare (+0,5%).

Esaminando l’andamento dei principali settori produttivi, il vero motore propulsivo dell’economia agricola regionale sì è confermata ancora una volta la zootecnia (+5,8%); in particolare si consolida anno dopo anno la crescita del comparto latte, con prezzi in aumento di circa il 10%, trascinati al rialzo dal buon andamento di mercato del Parmigiano Reggiano.

Arretrano, invece, le produzioni vegetali, di grano duro (-15% circa) e barbabietola (-35%), così come la frutta invernale: mele (-22,4%), pere (-14,3%), kiwi (-37,7%)

Sono in ripresa: pesche (+35,7%) e nettarine (+25,4%). Ottima la vendemmia come qualità e quantità di vino e mosti prodotti (+35%).

L’export regionale delle produzioni agroalimentari ha registrato un aumento (+3,6 per cento), ben superiore alla media nazionale, con contributo decisivo dell’industria alimentare.

Tra le specialità “made in Emilia-Romagna” che tirano di più sui mercati esteri spiccano in ordine di importanza le carni lavorate e trasformate (circa 1.260 milioni di euro), i prodotti lattiero-caseari (803 milioni), quelli da forno e i farinacei (622,5), frutta e ortaggi lavorati (576 milioni) e frutta fresca (510 milioni di euro).

La Germania si conferma il principale mercato di esportazione per le nostre eccellenze agroalimentari, con una quota del 18,45%, seguita da Francia (14,11%), Regno Unito (7,43%) e Usa (7,06%). Nell’insieme i 28 Paesi aderenti all’Unione europea hanno assorbito nel 2018 l’81,3% dell’export regionale. 

La provincia dell’Emilia-Romagna che svetta su tutte le altre per vocazione all’export è sempre Parma, per un controvalore di 1,58 miliardi di euro, seguita da Modena (quasi 1,4 miliardi), Ravenna (720 milioni), Reggio Emilia (625 milioni), Bologna (circa 600), Forlì-Cesena (oltre 560), Piacenza (circa 420), Ferrara (oltre 390) e Rimini oltre 220 milioni).       

Assestata sulle 70mila unità l’occupazione nei campi e aumenta la presenza delle donne tra i lavoratori autonomi.  

In questo contesto come si colloca il nostro territorio? Purtroppo dati numerici e percentuali non si conoscono (e non sarebbe inutile se l’Amministrazione potesse metterli a disposizione, se conosciuti).

Si sa, però, che Vignola e i Comuni contermini rappresentano una delle realtà di punta dell’agroalimentare emiliano-romagnolo grazie alla presenza di numerosi prodotti DOP e IGP universalmente riconosciuti, alla attrattività di un territorio nel quale una agricoltura di alta qualità convive con alcune dei più importanti ed iconiche realtà industriali a livello mondiale,  grande capacità imprenditoriale rafforzata da una fortissima propensione all’innovazione,  forte tradizione associativa che ha consentito la nascita e la crescita di distretti produttivi in grado di supplire alle ridotte dimensioni delle imprese.

I principali settori agroalimentari del territorio sono i seguenti:   

  1. Frutticolo che, grazie al notevolissimo impegno dei produttori associati fortemente sostenuto dalle istituzioni locali e regionali è stato in grado di superare la crisi della cerasicoltura tradizionale ridisegnando completamente la coltura che oggi è nuovamente riconosciuta a livello nazionale ed internazionale anche grazie al marchio IGP “Ciliegia di Vignola”.  Questa situazione ha trainato anche altre colture, in particolare albicocche e susine.
  2. Vitivinicolo che ha conosciuto dalla fine degli anni ’80 del secolo scorso una fase di grande sviluppo che, anche in questo caso, è stata innescata dalle significative innovazioni che hanno caratterizzato l’intera filiera produttiva.
  3. Lattiero-caseario che sta beneficiando della favorevole situazione del mercato Parmigiano Reggiano DOP che, dopo la grave crisi, ha avviato una fase di forte sviluppo e che, attualmente, viene stabilmente scambiato su valori particolarmente interessanti

Questa situazione è riconducibile a diversi aspetti quali:

  • piano di controllo delle produzioni definito dal Consorzio di tutela;
  • politica di qualificazione e segmentazione della produzione avviata da diverse realtà commerciali con l’obiettivo di attrarre nuove fasce di consumatori evoluti;
  • grande impegno per conquistare mercati esteri che, come si evince dai dati del rapporto 2018 ISMEA – Qualivita sui prodotti DOP e IGP, hanno assorbito circa il 40% della produzione compensando il calo di un mercato domestico ormai maturo ed ancora soggetto agli effetti della crisi economica.
  • Lavorazione delle carni e produzione di derivati attualmente caratterizzato da gravi problematiche.

L’evoluzione della realtà agroalimentare vignolese ha comunque rappresentato che situazioni particolarmente problematiche possono essere superate.

Perché tutta questa premessa? Perché in questo scenario, non negativo, risulta prioritario e importante sostenere il settore e gli operatori della filiera agroalimentare, anche con specifici interventi e servizi.

Il nostro territorio è fortemente a vocazione agroalimentare, con predominanza del comparto ortofrutta ed in particolare delle colture cereasicole. Se questo è, bisogna che le politiche indirizzino lo sviluppo di sinergie utili alla produzione, alla promozione e alla commercializzazione dei prodotti agroalimentari tipici e di qualità.

Scelte come quella discussa e approvata durante l’ultimo consiglio comunale, che ha visto la maggioranza approvare una variante al PRG che riduce i vincoli a destinazione agroalimentare di terreni inseriti in contesti di area omogenea, vanno in direzione opposta.

Il solo richiamo alla norma regionale n. 24 del 21/12/2017, “Disciplina regionale sulla tutela l’uso del territorio”, e in particolare la valutazione, fatta con gli strumenti urbanistici ad oggi a  disposizione, di favorire interventi di qualificazione di aree già urbanizzate o completamento di interventi avviati ma non completati, in un’ottica di rigenerazione dei territori urbanizzati e di miglioramento della qualità urbana ed edilizia non è sufficiente a motivare una variante come quella in discussione.

Parlare di congruità e di coerenza del modello di sviluppo urbano con le scelte di pianificazione territoriale vuole dire avere una idea di sviluppo del territorio e di ambiti produttivi generatori di economia positiva che non può orientarsi e disorientarsi a seconda delle contingenti situazioni e condizioni. Occorre che su scelte così penetranti e condizionanti (non si dica che è solo un pezzo di terreno!!) ci sia una conoscenza e diffusione di informazioni utile a chi deve operare le scelte (noi qui oggi) e per gli operatori e le associazioni di categoria.

Gioco d’azzardo:“La Giunta Pelloni poteva fare di più”

Il Consiglio comunale di Vignola ha votato una variante urbanistica che stabilisce che le sale da gioco possono essere collocate solo in zone lontane dai cosiddetti “luoghi sensibili”, in ottemperanza alla legge regionale vigente. La disposizione si applica ai nuovi insediamenti. Il Pd aveva presentato un ordine del giorno per introdurre una riduzione delle tariffe a quegli esercenti che si impegnassero a disinstallare apparecchi da gioco già in funzione. La maggioranza ha però bocciato la proposta.

Poteva essere una bella occasione per dimostrare come il Consiglio comunale di Vignola sappia essere unito nell’affrontare una tematica di grande impatto sociale, quale è il gioco d’azzardo, al di là delle divisioni politiche e di partito: invece, accanto alla soddisfazione per aver contribuito al miglioramento e all’adozione di una delibera molto importante, rimane il rammarico per lo scarso coraggio che continua a denotare questa maggioranza.

Nel corso dell’ultimo Consiglio comunale è stata infatti votata una variante urbanistica che ha introdotto alcune significative modifiche alle norme tecniche di attuazione del Piano regolatore. In particolare, si è previsto che le sale da gioco (sia quelle complementari ad altre attività commerciali, sia quelle individuate in specifici punti vendita) trovino la loro esclusiva collocazione nelle zone a destinazione produttiva-commerciale, periferiche rispetto al centro cittadino e quindi lontane dai luoghi sensibili. Una disposizione che nasce dalla legge regionale n. 5 del 2013, e che trova il nostro pieno sostegno; anzi, con un emendamento alla delibera, approvato all’unanimità, abbiamo inasprito la proposta di modifica, riducendo in tutte le zone produttive-commerciali (quindi sia quelle consolidate che quelle di nuova espansione) la percentuale di superficie utilizzabile per questo genere di attività.

Ma poiché le norme si applicano ai nuovi insediamenti, siamo consapevoli che occorre accompagnare questa azione di contrasto e prevenzione anche con qualche forma di incentivo che possa aggredire le situazioni già presenti sul nostro territorio: per questo, accanto all’emendamento, abbiamo proposto un ordine del giorno che impegna la Giunta e il Consiglio ad approvare una modifica al regolamento della tariffa corrispettiva puntuale, con lo scopo di introdurre una specifica riduzione a favore di quegli esercenti che si impegnano a disinstallare gli apparecchi da gioco dalle proprie attività (una politica adottata da molte amministrazioni, peraltro, che hanno aderito al progetto “città slot free”). La maggioranza, però, ha ritenuto di bocciare la nostra proposta: peccato, un’altra occasione persa (l’ennesima) per cercare di operare concretamente contro una piaga sempre più minacciosa per la nostra società.

Qui sotto potete trovare il testo del nostro ordine del giorno:

Sulla sicurezza la Giunta Pelloni naviga a vista

Il Gruppo consiliare del Pd di Vignola, nell’ultima seduta del Consiglio, dopo averlo già fatto un mese fa, ha di nuovo interrogato la Giunta Pelloni sul tema sicurezza, anche alla luce dei recenti episodi criminosi avvenuti ai danni di esercenti e aziende del territorio. La risposta della Giunta è stata però insoddisfacente

Il tema della sicurezza urbana per il centrodestra, purtroppo, è così: brandito come un’arma durante le campagne elettorali, quasi dimenticato nell’ordinaria amministrazione. Non fa eccezione Vignola: quante volte se n’è parlato prima, durante e subito dopo le ultime elezioni comunali, e quanto si è fatto oggi, dopo due anni di governo del centrodestra? Quasi che, dopo aver minacciato l’uscita dal Corpo unico di Polizia locale, per poi fare precipitosamente marcia indietro, il sindaco Pelloni non lo consideri più un tema di propria specifica responsabilità, demandando tutto all’Unione o al suo assessore alla sicurezza. E invece, leggendo le cronache degli ultimi mesi, occorrerebbe mantenere alta l’attenzione e ragionare, tutti, sugli strumenti da mettere in campo, partendo da una valutazione oggettiva dei dati. È quanto abbiamo chiesto alla Giunta in Consiglio Comunale ribadendo quanto già chiesto con una analoga interpellanza un mese fa. La risposta non ci ha soddisfatto. Alla luce dei recenti avvenimenti criminosi (le cronache registrano a Vignola tre rapine ai danni di due tabaccherie e una farmacia, due “spaccate” in un bar, due furti in un’azienda del territorio) ci appare infatti necessaria una seria e attenta riflessione sulle politiche attuate dall’Amministrazione nell’affrontare il problema della sicurezza urbana. La risposta, purtroppo, è stata uno sterile elenco delle cose fatte negli ultimi tempi, sia dall’Amministrazione comunale che dall’Unione Terre di Castelli. Nessuna valutazione critica dell’operato finora svolto, nessuna analisi dei risultati conseguiti, nemmeno un dato che descrivesse in maniera un po’ più oggettiva la situazione sul nostro comune e il territorio circostante. Alla fine, non si è nemmeno capito come l’assessore comunale competente giudichi il livello di sicurezza a Vignola: buono, mediocre, insufficiente? La sensazione è di navigare a vista, senza un’idea precisa del contesto e della strategia da adottare, quando invece occorrerebbero chiarezza e decisione. E questo non può certamente lasciarci tranquilli.

L’Europa, in concreto: verso il 26 maggio e oltre

Giovedì 2 maggio, a Vignola, abbiamo parlato di Europa, assieme a Damiano Zoffoli (europarlamentare), Matteo Manni (vicesegretario GD), Davide Fava (segretario provinciale PD), e Federico Covili (coordinatore di zona TDC PD), usando un approccio diverso dal solito: abbiamo coinvolto il pubblico attraverso la lettura di bigliettini contenenti descrizioni di finanziamenti europei ricevuti “a casa nostra”. Per poi sviluppare, attorno ai temi generali che questi proponevano, un dibattito.

La volontà era quella di proporre un confronto che partisse dalla concretezza.

Europa, sì: ma, perché starci dentro? Come sentirsi un’identità europea senza doverla interiorizzare forzatamente per “partito preso”? Perché l’Unione sembra essere stata debole sul tema dei migranti? Cosa fa per l’ambiente? Con la cultura si mangia? Quale è il vero concetto di sicurezza?

Durante la chiacchierata gli ospiti dialoganti si sono spesi con argomentazioni appassionate verso un pubblico che ha mantenuto alta l’attenzione per tutte e due le ore dell’incontro.

Il 2 maggio è stato il primo di una serie di appuntamenti che verranno riproposti in questo modo: l’evento lascerà più spazio al pubblico, che, spesso, durante gli incontri, ha il ruolo di ascoltatore passivo. Più confronti per crescere come persone e come partito, più confronti per capire chi siamo, cosa pensiamo e, semplicemente, per conoscerci e uscire dalle nostre mura.

Mura non solo fisiche: mura mentali che tutti indistintamente abbiamo. Senza perdere la bussola, senza che questo voglia dire abbandonare i propri valori.

Dobbiamo dirci, con molta onestà, che forse non abbiamo sempre ragione noi, che non tutti quelli che non la pensano come noi sono ignoranti che non meritano tempo e rispetto, che forse l’Europa, così come è, non va bene; che forse è normale avere paura di strade buie e di tecnologie che sembrano togliere lavoro.

Perché il problema della sinistra nasce proprio qui: nel momento in cui, da una parte, ha smesso di ascoltare, e dall’altra, ha iniziato a pontificare su situazioni che non conosce.

Rimbocchiamoci le maniche e coraggio! In piazza a distribuire volantini con gli articoli della costituzione! Coraggio! Incontriamoci per scrivere un’agenda politica anche se mancano due anni alle elezioni! Coraggio! Sediamoci a un tavolo con chi non la pensa come noi! Coraggio! Ricordiamoci che siamo persone, con storie, desideri e paure. Parliamoci chiaro, e abbiamo coraggio!

Sia la nostra ancóra la voglia di lasciare un mondo pulito, sicuro e giusto ai nostri figli.

Senza rancori, senza parole vuote e senza slogan.

Fabjola Kodra

PD VIGNOLA: BILANCIO 2018

Pubblichiamo la presentazione del bilancio consuntivo del circolo PD di Vignola, illustrato dal segretario Andrea Ghiaroni all’assemblea degli iscritti di domenica 31 marzo.

Oltre ai numeri, che certificano una tenuta dei conti del partito e una leggera ripresa del tesseramento, il documento illustra anche, in maniera sintetica, le iniziative intraprese dal circolo nel corso del 2018 e inizio 2019: dalla campagna elettorale per le politiche, passando per le feste dell’unità, fino alla commemorazione per il decennale della scomparsa di Paola Manzini e l’allestimento della mostra a lei dedicata.

Per il 2019 si prevede un bilancio sostanzialmente in linea con quello dell’anno precedente, e l’impegno per un’intensificazione delle iniziative politiche sul territorio e del tesseramento.

Primarie 2019: Nicola Zingaretti segretario, buona partecipazione ai seggi

Nicola Zingaretti si afferma ai seggi delle primarie anche a Vignola. Il governatore del Lazio conquista 560 preferenze (il 68,5%) contro le 115 di Maurizio Martina (17,3%) e le 98 di Roberto Giachetti (10,8%). Buono il livello di affluenza, con 781 elettori che si sono recati al seggio, allestito al primo piano della sede di via Giordano Bruno, per esprimere la propria scelta. 6 le schede bianche e 2 quelle annullate.

Non solo a Vignola, ma in tutto il distretto delle Terre di Castelli risulta vincitore Zingaretti, che conquista tutti e gli otto comuni con percentuali in linea con il dato provinciale, che certifica la vittoria di Zingaretti con il 71% dei consensi, mentre seguono Martina con il 17% e più staccato Giachetti con l’11%.

Molto importante il dato dell’affluenza a livello provinciale, che ha visto la partecipazione di oltre 30.000 persone ai gazebo. Una bella giornata di democrazia per il Partito Democratico, che da ieri ha un nuovo segretario a cui va l’augurio di buon lavoro da parte di tutto il circolo PD Vignola.

PS: ieri a causa di un problema tecnico non siamo riusciti ad aggiornare il sito. Oggi siamo nuovamente operativi. Ci scusiamo per il disagio.

Mostra in ricordo di Paola Manzini: gli orari

“Una di noi – le idee, la passione politica, la competenza, il valore delle persone – Ricordo di Paola Manzini, nel decimo anniversario della scomparsa” è il titolo della mostra fotografica allestita al secondo piano della sede del PD Vignola, in via Giordano Bruno 3. In esposizione foto private dell’infanzia e dell’adolescenza e le foto delle iniziative pubbliche a cui Paola Manzini aveva partecipato nel corso del suo impegno in politica e nell’amministrazione, dai comizi alle inaugurazioni sul territorio per arrivare agli incontri istituzionali a cui aveva preso parte nel ruolo di questore della Camera dei deputati. La rassegna rimarrà allestita fino a giovedì 28 febbraio, osservando i seguenti orari:

giovedì ore 10-12
venerdì ore 10-12
sabato ore 10-12 e 15-18
domenica ore 10-12

METODO PELLONI, OVVERO CONFONDERE LE ACQUE

Il Gruppo consiliare del Pd di Vignola interviene sulle affermazioni del sindaco Pelloni circa i finanziamenti per la scuola.

Le dichiarazioni del sindaco Pelloni in merito ai finanziamenti sbloccati per la manutenzione delle scuole medie Barozzi, apparse lunedì sui giornali locali, sono inaccettabili, nel metodo e nel merito. 
Spiace che il sindaco di Vignola mostri così poco rispetto per le minoranze consiliari, esercitandosi in un dileggio che non fa onore a lui e alla carica che ricopre: già in un’altra occasione avevamo stigmatizzato un simile comportamento, ma evidentemente Pelloni non ritiene di cogliere questo semplice suggerimento di buona creanza politica. D’altra parte, non basta il semplice consenso per assumere un’autentica statura istituzionale.

È poi assolutamente inopportuna l’insinuazione contenuta nelle sue affermazioni per cui l’opposizione “farebbe il tifo” contro Vignola: ci siamo sempre augurati che si potesse trovare una soluzione al tema della scuola media, sia che si trattasse di una nuova costruzione, sia che si sviluppasse l’ipotesi di reperire gli spazi altrove (il gruppo di minoranza PD ha più volte dimostrato di avere proposte fattive); avevamo però sollevato perplessità per come era stata gestita la vicenda dei 420.000 euro provenienti dai mutui BEI, esprimendo le nostre reiterate preoccupazioni nella sede opportuna, ovvero il consiglio comunale, già alcuni mesi fa. Pelloni non fa altro che confondere le acque, perché sa benissimo che allora, secondo le norme vigenti, se non si fosse proceduto alla costruzione di una nuova scuola il finanziamento sarebbe stato perso, e questo solo per un eccessivo attendismo dell’amministrazione, non certo per colpa delle minoranze.

Siamo soddisfatti, in ogni caso, che si sia riusciti a trovare una soluzione al problema, un merito che va ascritto in primo luogo alla Provincia e alla Regione, e ci auguriamo che adesso si possa procedere con celerità all’avvio degli interventi previsti. Non possiamo però evitare, in questa occasione, di sottolineare ancora una volta come sia totalmente assente, da parte delle Giunta, una visione politica compiuta e di lungo periodo sulla governance del sistema scolastico a tutto tondo, cosa ancora più sconcertante se si pensa che Pelloni ha la delega all’Istruzione nell’Unione Terre di Castelli. Questa vicenda, come quella dell’ampliamento del polo delle superiori, dimostra una volta di più l’inerzia di questa maggioranza, che procede grazie all’intraprendenza e al lavoro di altri enti.

PAOLA MANZINI: UNA DI NOI

Un incontro pubblico con chi aveva lavorato con lei in Parlamento e in Regione, una mostra che la ritrae nei momenti pubblici e in quelli privati: ricordiamo così Paola Manzini, ex questore della Camera ed ex assessore regionale, nel decimo anniversario della sua scomparsa, avvenuta il 22 gennaio del 2009.

Sabato 26 gennaio, presso la sala consiliare del municipio di Vignola, alle ore 16.00, dopo il saluto delle autorità, nel corso dell’incontro pubblico “Ricordo di Paola Manzini” porteranno la propria testimonianza di amicizia e lavoro comune l’ex ministro dei governi Prodi e Gentiloni Anna Finocchiaro, le ex deputate Rita Lorenzetti ed Elena Montecchi, e l’ex presidente della Regione Emilia-Romagna Vasco Errani.

Alle ore 17.30, invece, presso la sede del Circolo Pd di Vignola, intitolato proprio alla memoria di Paola Manzini, in via Giordano Bruno n.3, si terrà l’inaugurazione della mostra fotografica dal titolo “Una di noi – le idee, la passione politica, la competenza, il valore delle persone – Ricordo di Paola Manzini, nel decimo anniversario della scomparsa”. In mostra foto private dell’infanzia e dell’adolescenza e le foto delle iniziative pubbliche a cui Paola Manzini aveva partecipato nel corso del suo impegno in politica e nell’amministrazione, dai comizi alle inaugurazioni sul territorio per arrivare agli incontri istituzionali a cui aveva preso parte nel ruolo di questore della Camera dei deputati. La rassegna rimarrà allestita fino a giovedì 28 febbraio.

“Ricordare Paola è ricordare una donna che ha impegnato la sua forza, la sua competenza e la sua passione per il proprio territorio – sottolineano il segretario provinciale del Pd modenese Davide Fava e il segretario del Circolo Pd di Vignola Andrea Ghiaroni – Ci fa piacere che i politici che hanno lavorato con lei e a cui era legata da profonda amicizia abbiamo accettato di venire a Vignola a ricordarne la figura e l’opera. Per parte nostra, vogliamo rendere omaggio al suo coraggio, alla sua determinazione, alla sua passione per la politica, alla sua competenza e al suo attaccamento per le Terre di Castelli che oggi testimoniano dei frutti della sua presenza e del suo impegno”.

LA SICUREZZA DEI CITTADINI È UNA COSA SERIA

Tra le dichiarazioni rilasciate dal sindaco di Vignola Pelloni, a proposito di decreto Salvini e Unione Terre di Castelli, su una cosa sola ci troviamo d’accordo: la necessità di partire dalla legge. Basta infatti una veloce lettura per rendersi conto che il decreto Salvini farà poco per aumentare la sicurezza dei cittadini, anzi. Nello specifico riguarda persone che sono inserite regolarmente nel sistema dell’accoglienza e che, uscendone, si troverebbero nell’impossibilità’ di iscriversi all’anagrafe, di avere una adeguata assistenza medica, di trovare un alloggio sicuro o un lavoro.

Tutto ciò, oltre a rappresentare gravissime violazioni di diritti umani, comporterà un aumento, nelle nostre città, di persone fuori da ogni modalità di controllo e di legalità. Non è un caso che tutte le associazioni del settore denuncino la gravità di questa legge. E non è un caso che l’Anci e tanti sindaci stiano prendendo posizione con durezza contro la legge Salvini. Si tratta di sindaci, e in quanto tali abituati a intendere la politica come soluzione dei problemi dei cittadini, non come una sterile propaganda in cui, tra un selfie e un altro, si mantiene il Paese in una campagna elettorale permanente senza risolvere nulla. Ed è proprio dalla realtà dei sindaci che vogliamo partire, consapevoli che non è possibile violare le leggi ma che, quando sono ingiuste, è inevitabile fare di tutto per eliminarne gli effetti negativi.

Riteniamo poi grave che Pelloni, con l’unico intento di difendere il suo leader, attacchi l’Unione in due settori in cui si sta facendo molto, finendo per finire completamente fuori strada. Per quanto riguarda la sicurezza come dimenticarsi di quel corpo unico della Polizia municipale che Pelloni ha tanto combattuto e che vedrà nei prossimi mesi un aumento dell’organico a beneficio di tutti i Comuni dell’Unione?  Oltre alle 21 telecamere ai varchi previste sul territorio dell’Unione, di cui 6 già installate e 15 da posizionare nel 2019.  Quanto al welfare, le affermazioni di Pelloni sono certamente strumentali: pensare che la struttura welfare di un’Unione di 87.000 abitanti rischi di collassare a causa di poche decine di richiedenti asilo è semplicemente assurdo. L’aumento dei costi nell’ambito dei servizi di welfare è dovuto alle maggiori necessità di dare risposta ai bisogni di anziani e disabili, persone fragili che non devono certamente essere trascurate.

Accogliamo, quindi, molto positivamente la notizia che il presidente dell’Unione Terre di Castelli ed il sindaco di Guiglia con delega alle politiche per l’integrazione si siano attivati per verificare la situazione sul territorio e per prendere le misure necessarie a gestire eventuali problematiche. Quando si tratta della sicurezza dei cittadini come Partito democratico preferiamo lasciare ad altri proclami e leggi demagogiche e andare direttamente alla concretezza delle questioni